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APOPHIS (MN4): CHE FARE?

di Donald B. Gennery


Quadro di riferimento

Apophis passerà molto vicino alla Terra (circa 37 000 km) il 13 aprile 2029. La deflessione della sua traiettoria per effetto della gravità terrestre, in quel momento, aumenterà enormemente l'incertezza sulla sua orbita, rendendo difficile predire una possibile futura collisione con la Terra. Vi sono diverse date che (come il 31 luglio) hanno una leggera possibilità di impatto. In particolare, il 13 aprile 2036 ha una probabilità di impatto pari a 0,00012, con minori probabilità per il 14 aprile 2035 e per il 13 aprile 2037 [3]. Poiché il diametro di Apophis è di 320 m, l'asteroide potrebbe avere effetti distruttivi su un'ampia area locale. Apophis effettuerà passaggi ravvicinati (a circa 0,1 Unità Astronomiche (AU)) nel 2013 e nel 2021, che consentiranno accurate misurazioni della sua orbita.

Immagine esemplificativa

 

Proprio per questo, Schweickart ha chiesto immediata attenzione per cominciare al più presto a lavorare ad una missione verso Apophis che porrebbe un transponder radio sull'asteroide, in modo che la conoscenza della sua orbita possa essere migliorata abbastanza da prendere una decisione entro il 2014 se cominciare o meno il lavoro su una missione che defletta l'orbita di Apophis. Ha aggiunto che qualunque data successiva al 2014 per una missione di deflessione potrebbe non concedere tempo sufficiente prima del passaggio ravvicinato del 2029, dopo il quale la deflessione sarebbe molto più ardua, soprattutto per un possibile impatto che avverrebbe appena 7 anni dopo. Schweickart ha considerato la possibilità che 6 anni possano essere sufficienti per una missione di deflessione, ma ha ritenuto che, più realisticamente, una missione del genera possa richiedere anche 12 anni e che una missione con transponder necessiti di 7-8 anni.

Per decidere quanta deflessione sia necessaria, vi sono tre parametri da considerare. Uno è la larghezza della "cruna dell'ago" (tecnicamente: keyhole) attraverso la quale il centro di massa di Apophis dovrebbe passare nel 2029 per colpire la Terra nel 2036. Secondo Schweickart, questa è di appena 641 m. Pertanto, per spostarlo fuori da quel punto sarebbe sufficiente uno spostamento pari alla metà: 320 m.

Un altro, ben più importante, componente è l'incertezza sull'orbita dovuta ad errori di misurazione. Al momento, l'estrapolazione per il 2029 presenta una deviazione standard (sigma) di 1 800 km. Usando una tolleranza di 5 sigma per sicurezza, questa richiederebbe una deflessione di 9 000 km. Tuttavia, questa grande incertezza è dovuta ai dati attualmente disponibili, raccolti in un breve periodo di tempo. Via via che ulteriori misurazioni saranno effettuate intorno al 2013 e al 2021 questo valore diminuirà di molto, probabilmente a molto meno di 100 km.

Il terzo parametro è dato dal fatto che l'orbita viene modificata in continuazione dall'effetto Yarkovsky, come ha sottolineato Schweickart nella sua lettera di luglio.

L'effetto Yarkovsky è quel fenomeno per il quale l'energia orbitale di un oggetto cambia a causa della forza non radiale, causata dal fatto che l'assorbimento e la reirradiazione di energia dal Sole hanno diverse direzioni, che dipendono dalla rotazione dell'oggetto. Questo causa un'accelerazione o decelerazione dell'oggetto lungo la sua orbita, a seconda che l'energia sia sottratta o aggiunta. Se la rotazione, la forma e le proprietà termiche dell'oggetto sono note, la direzione e la grandezza di tale effetto possono essere calcolate. Purtroppo, per ora queste sono in gran parte sconosciute per Apophis, così fare estrapolazioni dal presente al 2029 potrebbe produrre un'incertezza su questo effetto di migliaia di km. Anche qui, le future misurazioni ridurranno l'incertezza; alcune possibilità sono menzionate nella Sezione 4.

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Fonte: www.uai.it