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L'Aspen Institute è una
cosa seria. Ogni élite è una cosa seria. L'Italia è un paese anomalo.
Quindi ogni élite in Italia è una cosa anomala. In particolare, negli
ultimi anni, abbiamo assistito a un'accelerazione dell'anomalia.
Mediobanca di Enrico Cuccia: quella non era una cosa anomala, ma seria.
La Fiat degli Agnelli, anche. Nel senso che uno, quando ha un nemico
ideologico, ce l'ha perché il nemico si fa portatore di un'ideologia.
Cosa succede quando, invece, il nemico non è portatore di alcunché?
Quando si presenta a un convegno sulle "Donne del
Mediterraneo" e, di fronte a ospiti colti e illustri, inizia il
discorso in francese con una barzelletta, lasciando attonito
l'auditorio? Oppure arriva l'ultimo giorno del convegno e, pur avendo un
incarico agli Esteri, la prima parola che dice è "Minchia!" e
bisogna mettergli a disposizione un servizio di traduzione, mai previsto
per un invitato Aspen? Ammettiamolo, tempi duri per l'élite. Diamogli
una mano. Iscriviamoci in massa all'Aspen Insititute Italia. Ah, no, non
possiamo. Perché? Perché dobbiamo soddisfare certi requisiti. Io, per
esempio, non li soddisfo. - Segnalazione da parte di un membro dell'Aspen: Ok, vediamo se riesco a spuntare una raccomandazione. Il presidente dell'Aspen Italia è Giulio Tremonti, e a lui non arrivo. Però il vicepresidente è John Elkann, e nemmeno a lui arrivo. Presidenti onorari sono Cesare Romiti e Carlo Scognamiglio: zero al quoto. Tesoriere è Lucio Stanca, il ministro per l'innovazione tecnologica del governo Berlusconi: lasciamo stare. Ehi, c'è anche Enrico Letta della Margherita: non lo conosco. Però, di colpo, scopro che nella rivista dell'Istituto Aspen, Aspenia, ha scritto un articolo Christian Rocca: ecco, questo lo conosco, è un blogger, Luca Sofri l'ha fatto diventare un collaboratore del Foglio! Se Christian Rocca è un membro Aspen, ho una chance. Perfetto, passiamo al requisito successivo. - Il candidato ha un'età compresa tra i 25 e 35 anni: Ne ho 34, requisito soddisfatto. - Deve avere raggiunto importanti risultati nel proprio campo oppure essere considerato un giovane ad alto potenziale: Ci siamo, io pubblico addirittura in America, ho raggiunto importanti risultati nel mio campo. Un dubbio riguarda se, a 34 anni, sono ancora un giovane ad alto potenziale. - Deve avere ottenuto una laurea e conoscere bene l'inglese: Qui cado, perché non sono laureato. Però parlo un ottimo inglese! Sicuramente migliore di quello del sottosegretario agli Esteri! - Deve sostenere l'integrazione e lo sviluppo di una leadership europea qualificata, impegnata e responsabile: Cosa significa? Integrazione in cosa? Come faccio a sostenerla? Lo sviluppo della leadership verso cosa? E dove, a Bruxelles? Io? Vado all'Europarlamento e mi metto a sostenere l'integrazione e lo sviluppo della leadership? Impegnata in cosa? Responsabile verso chi, se è una leadership? Basta, mi è già passata la voglia di diventare Junior Fellow dell'Aspen. Forse è meglio fare il socio sostenitore. E' più facile e non bisogna sostenere l'integrazione e lo sviluppo di una leadership europea qualificata, impegnata e responsabile. Magari si deve promuovere la compartimentazione di una classe dirigente che operi in maniera qualitativa nei rapporti: è già più semplice. Comunque, se divento socio sostenitore dell'Aspen, sono in una fantastica compagnia. Ecco chi sono i soci sostenitori dell'Aspen Italia (la lista è lunga, ma vale la pena di leggersela: ABB SpA Cazzo!, manco solo io! C'è
la Rai con Mediaset! C'è Telecom con Vodafone! C'è anche l'Alitalia,
che non ha i soldi per sopravvivere ma sostiene l'Aspen Institute! C'è
la Microsoft e il suo concorrente principale, la Sun! C'è McDonald's,
chissà che panini si fanno alle riunioni! La Pfizer e la Glaxo, i due
concorrenti dell'impero dei farmaci! C'è l'ATM, la mia azienda dei
tram, che non aumenta gli stipendi ai lavoratori da anni e quelli
bloccano tutta Milano! La Ferrero, quella dei Rocher, il maggiordomo
Ambrogio, è anche lui dell'Aspen! L'Enel, l'Acea, tutti concorrenti,
praticamente l'elettricità in Italia è membro Aspen! Se avete
difficoltà a diventare Junior Fellow, fatevi raccomandare
dall'interruttore del bagno, lui è un membro Aspen! ROMA (Reuters) - Il caso Parmalat, con tutti gli annessi e connessi politici, ha causato un bel trambusto fra le forze politiche, infliggendo un duro colpo a ciò che restava del giovane bipolarismo italiano. In Forza Italia, Berlusconi si è riavvicinato al partito fazista romano guidato da Gianni Letta (Aspen) e che ha forti addentellati anche in Lombardia e nel Nord-Ovest con Luigi Grillo. Lo schieramento opposto si raccoglie attorno ai (pochi) fedelissimi di Tremonti (Aspen), ad iniziare dal sottosegretario Maria Teresa Armosino. A questi si aggiunge il repubblicano Giorgio La Malfa (Aspen), antifazista storico. Nelle opposizioni in questi mesi l'Ulivo si è spaccato: sono soprattutto i due partiti maggiori a frantumarsi sul caso Parmalat. Nei Ds le estreme sono rappresentate dall'ex ministro del Tesoro, Vincenzo Visco, oggi difensore di Bankitalia nonostante le non poche tensioni con il governatore nella passata legislatura e Lanfranco Turci (anti). In mezzo la stragrande maggioranza: i mediatori guidati dall'emiliano Pierluigi Bersani e gli aspeniani capeggiati da Giuliano Amato. Nella Margherita, il partito fazista è guidato da Roberto Pinza e Natale D'Amico; sul fronte opposto l'aspeniano Antonio Maccanico ed il leader dell'Arel Enrico Letta (Aspen). Nella vicenda Parmalat si
parla spesso di aspeniani [ma va' là...]. Il termine deriva da una
riunione tenuta all'Aspen Institute di Roma il 12 gennaio scorso,
organizzata dal neo presidente dell'istituto, il ministro Tremonti. La
riunione non ha prodotto nulla di conclusivo. E' consistita in un
"giro di tavolo" degli intervenuti sul tema della riforma
delle autorità di garanzia sul risparmio, tema sul quale sono state
registrate numerose e significative convergenze. Le convergenze
registrate, anche se non formalizzate, e la presenza alla riunione di
esponenti sia del centrodestra sia del centrosinistra, ha fatto parlare
di "metodo Aspen". Alla riunione, fra gli altri, erano
presenti i seguenti politici: Giulio Tremonti, Giuliano Amato, Piero
Fassino, Enrico Letta, Antonio Maccanico, Bruno Tabacci, Gianluigi
Magri, Giorgio La Malfa, Stefano Saglia. Niente da fare, io non c'ero a
quella riunione. Come dicevo, io sono solo un semplice scrittore. Sarà
il caso che faccia quello: scrivere. L'Aspen Institute mi dà la
possibilità. Esiste, come detto, una rivista dell'Aspen, che si chiama
Aspenia. Vediamo chi e cosa ci scrive nell'ultimo numero. Allora: si
comincia con Lucia Annunziata, per proseguire con un'intervista a
Giuliano Amato. Poi c'è Massimo Teodori, ex radicale ed estensore di
una memorabile relazione di minoranza sulla P2, ai bei tempi andati. C'è
Riotta e anche Scognamiglio, quello che vinse la battaglia all'ultimo
voto per la presidenza del Senato contro Spadolini, durante il primo
governo Berlusconi. C'è Federico Rampini, esperto di conservatori e
militari. C'è Carlo Jean, geopolitologo e militare che adesso si occupa
delle scorie in tutta Italia. C'è Gianni Baget Bozzo. Antonio Polito
del Riformista, che parla delle illusioni della sinistra a proposito di
Kerry, ma non come ne abbiamo parlato noi. Ehi, c'è anche Gianni De
Michelis! E ha ragione a voler esserci: l'Aspen Italia l'ha fondato lui.
Fonte: www.carmillaonline.it |
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