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Bilderberg, il conclave dei potenti



di Enrico Piovesana

13.06.06 - Nel fine settimana l'élite economica e politica occidentale si è riunita a Ottawa. A porte chiuse

Per decenni ne è stata negata perfino l’esistenza, alimentando leggende e teorie cospirative. Oggi le riunioni annuali del Gruppo Bilderberg, fondato in Olanda nel 1952, non sono più un segreto, ma continuano a svolgersi a porte chiuse, senza telecamere né conferenze stampa.

Quest’anno, l’élite economica e politica occidentale si è data appuntamento per tre giorni, lo scorso fine settimana, in Canada, in un lussuoso albergo nella cittadina di Kanata, in Ontario, nei pressi di Ottawa. Dall’8 all’11 giugno, il Brookstreet Hotel era chiuso al pubblico, circondato da barriere di metallo e presidiato da polizia e guardie private impegnate a tenere lontani i giornalisti, i fotografi e quei pochi militanti no-global convinti che sia qui, e non ai G8, che vengono decisi i destini del mondo. Uno di loro, lo statunitense Alex Jones, impegnato a girare un documentario sul Gruppo Bilderberg, è stato arrestato dalla polizia appena sbarcato all’aeroporto di Ottawa e rilasciato solo dopo un lungo interrogatorio.

I temi dell’incontro

Un comunicato stampa del gruppo ha spiegato che i temi dell’incontro erano “le relazioni euro-americane, l’energia, la Russia, l’Iran, il Medio Oriente, l’Asia, il terrorismo e l’immigrazione”.

Secondo le indiscrezioni, le discussioni di sono concentrate su due argomenti, entrambi legati al petrolio: l’Iran, i pro e contro di un attacco, le conseguenze economiche e gli effetti sulla stabilità regionale e globale; e America Latina, le contromisure da adottare per far fronte alle nazionalizzazioni del petrolio e alle politiche economiche anti-liberiste adottate dai nuovi governi di sinistra.

Il comunicato stampa, che racconta in sintesi mezzo secolo di storia del Gruppo Bilderberg, afferma che la natura “privata” dei suoi incontri ha “il solo scopo di incoraggiare i partecipanti a una discussione franca e aperta”.

I partecipanti

Le foto scattate da reporter e paparazzi, ma sopratutto la lista completa dei partecipanti allegata al comunicato, rendono bene l'idea di cosa significi in concreto "èlite economica e politica". Ecco alcuni nomi: la regina Beatrice d’Olanda (presenza tradizionale per motivi storici), il “grande vecchio” della politica Usa, Henry Kissinger, l’ex consigliere di Bush per la Difesa, Richard Perle, il grande banchiere David Rockefeller, i dirigenti della Federal Reserve Bank, di Credit Suisse e della Rothschild Europe (il vicepresidente Franco Bernabè), delle compagnie petrolifere Shell, BP e Eni (Paolo Scaroni), della Coca Cola, della Philips, della Unilever, di Time Warner, di AoL, della Tyssen-Krupp, di Fiat (il vicepresidente John Elkann) i direttori e corrispondenti del Times di Londra, del Wall Street Journal, del Financial Times, dell’International Herald Tribune, di Le Figarò, del Globe and Mail, del Die Zeit, rappresentanti della Nato, dell’Onu, della Banca Mondiale e della Ue, economisti (tra cui risultano gli italiano Giulio Tremonti e Mario Monti) e molti ministri dei governi occidentali (per l’Italia era invitato il ministro del Tesoro, Tommaso Padoa-Schioppa).

Dubbi

Data la segretezza della discussione, gli argomenti trattati e il calibro dei partecipanti, i dubbi e le domande sulla natura di questo tipo di incontri sono inevitabili. E forse meriterebbero chiarimenti e risposte chiare, dato che i temi in ballo non sono una faccenda privata, ma questioni di pubblico interesse che riguardano tutti noi.

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