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Il caso Giancarlo Mei, e che kaso!



di Vittorio Marcuccetti


Il servizio su Giancarlo Mei trasmesso il 23 novembre 2004 da Canale 5 dalla trasmissione di Antonio Ricci “Striscia la notizia” condotta da Ezio Greggio e Michelle Hunziker non riesco proprio a digerirlo, sarà perché soffro di "digestione lenta" dovuta alla mia precaria situazione economica in cui mi trovo attualmente (vedi disoccupazione, sic!), forse, non so, ma questo caso non riesco proprio a dimenticarlo. Ogni volta che accedo al PC mi vedo il Post-it appiccicato sul monitor con la dicitura "e scrivi qualcò sul caso Mei, dai!". Provo a sintetizzare il fatto.

Il caso fu annunciato il 22 novembre dallo stesso Ezio Greggio la sera precedente citando queste parole: "Domani non perdetevi Striscia la notizia, abbiamo un servizio da farvi vedere a dir poco incrediiiibbile!, e se ve lo diciamo il giorno prima vuol dire che è davvero clamoroso!"

Il giorno seguente mi sintonizzo su canale 5 e attendo con trepidazione e curiosità tale servizio sensazionale. Arriva il momento fatidico, il servizio parla del gioco a premi "Affari tuoi", trasmissione abbinata alla Lotteria Italia trasmessa il 25 settembre 2004 da raiuno e condotta da Paolo Bonolis.

Sorvolo la spiegazione del funzionamento del gioco, tanto lo dovreste sapere (spero), e vado subito al sodo.

Con la partecipazione al gioco “Affari tuoi” il signor Giancarlo Mei si è intascato ben 20.000 euro (40 milioni delle vecchie lire) per aver giocato con Paolo Bonolis, 5.000 euro solo per aver partecipato e altri 15.000 rispondendo esattamente a tutte le domande. Ricordo che la massima vincita che si può ottenere azzeccando tutte le domande è di 20.000 euro, precisi precisi quelli vinti dal signor Mei (tho! che kiappe!).

Fin qui sembrerebbe tutto normale, si potrebbe pensare che il “ragazzo è stato baciato dalla fortuna”, ma…(esiste anche un ma…) ci sarebbero alcune significative coincidenze alquanto strane da mettere in luce:

a)      il signor Giancarlo Mei è legato (fidanzato o amico strettissimo) alla produttrice del programma “affari tuoi” (tho! che coincidenza!). La produttrice tra l'altro, per sua stessa ammissione, nel corso di un'intervista video rilasciata al programma 'Tv 7' su Raiuno, mostrata da ''Striscia'', dice di conoscere benissimo i contenuti dei pacchi.

b)      Che il signor Mei è stato sorteggiato tra le milioni di schede vendute della lotteria Italia e tra la miriade di telefonate necessarie per poter accedere al gioco (ammazza che Kulo!).

c)      Che alcune persone sorteggiate che lo precedevano nella lista hanno rinunciato alla loro partecipazione al gioco (arikulo!), le quali se avessero accettato di partecipare avrebbero pregiudicato la partecipazione del signor Mei . Così facendo, tali persone hanno rinunciato ingenuamente ai loro 5000 euro spettanti [ roba da matti di questi tempi! (n.b. se fossi stato io uno dei sorteggiati col kakkio avrei rinunciato, avrei esultato con un "EVVAIII") ], vincita spettante anche se durante il gioco non riuscissero a vincere nulla.

d)      Il signor Mei è risultato alquanto nervosello (inkazzato nero), ancor prima che il servizio venisse trasmesso e quindi rivelato al pubblico italiano, dopo aver visto arrivare verso di se il signor Staffelli con il relativo tapiro d’oro.

Coincidenze alquanto strane vero? Anche se questa è solo una bischerata rispetto a quello che succede ingiustamente nel mondo, le domande che formulo sono queste:

a)      Perché chi di dovere non ha indagato sul fatto dopo la visione del professionale servizio effettuato da “striscia la notizia”?

b)      Perché le società adibite al servizio della tutela del cittadino (aduc, adusbef, codacons e chi più ne ha più ne metta) non si sono mosse vista la clamorosa ingiustizia inflitta ai cittadini, i quali acquistando un biglietto della lotteria Italia sperano in un futuro leggermente migliore, ma come succede spesso si vedono sorpassare da un furbastro di turno?

c)      Perché in questo momento che sono a scrivere questo messaggio (03/12/2004) tutto tace?

d)      Perché tutto tace?

 

Leggi anche il caso sacha

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Fonte: www.nwo.it