Bush2 può fare a meno dell'ultima colomba
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Colin
Powell aveva da tempo annunciato che un secondo mandato non faceva per
lui. Come sempre, gettava la responsabilità sulla moglie che lo voleva
accanto. Chi non lo voleva più accanto a sé non era tanto George W.
Bush, quanto il resto dello staff che in questi anni ha trasformato la
politica estera in una ancella della politica di sicurezza. I suoi
conflitti con Donald Rumsfeld sono noti e documentati da Bob Woodward il
cui libro si dice ispirato (o quanto meno nutrito di informazioni)
proprio da Powell. Meno teso il rapporto con Condoleeza Rice, ma resta
il fatto che con il generale nero di origine giamaicana, il vincitore
della prima guerra del Golfo, vola via l’ultima colomba. Chi ne
prenderà il posto? Fino a ieri sera, in pole position era proprio la
Rice (anche se i più la vedono al Pentagono perché è probabile che
Rumsfeld lasci) o John Danforth attuale ambasciatore all’Onu. A
Washington da tempo si dice che Danforth è destinato a una posizione
importante, probabilmente proprio il dipartimento di Stato, dopo che
segretario alla giustizia al posto di Ashcroft è stato nominato Alberto
Gonzales. Danforth è un duro e l’ha dimostrato al palazzo di Vetro o
ancor prima come inviato speciale nel Darfour dove ha accusato gli
europei di chiudere non uno, ma entrambi gli occhi di fronte al
genocidio. Dunque, da questa sponda dell’Atlantico, nessuno stapperà
champagne. Tanto meno a Parigi. Senza contare che Danforth è un
religioso, impasto tutto americano tra avvocato e teologo, membro del
consiglio della cattedrale di Washington. Dunque, dai neo-con ai teo-con. martedì 16 novembre 2004
Fonte: www.ilriformista.it |
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