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Corporazioni feudali contro il liberista Monti



da il quotidiano Il Tirreno


Ogni tanto spunta il bisogno di domandarsi quali siano i Poteri Forti che bloccano l'ammodernamento dell'Italia. E' facile rispondere: le Banche,il Vaticano, la Confindustria, mettiamoci pure la Massoneria....Poi una paginata sui quotidiani, pubblicità politica ad alto prezzo, in cui si legge che in Toscana 328 farmacie in più sono di troppo, turbano il mercato di luoghi dove dietro il camice del laureato compri medicinali prescritti da altri laureati (medici) e poi cosmetici, alimentari dietetici, prodotti di erboristeria e perchè no scarpe del benessere, ecc.. Niente di male salvo che se proponi la vendita di aspirine nello shop del distributore di carburanti succede un pandemonio. Ma ogni piccolo e grande castello nell'Italia feudale ha diritto a difendere le mura. Alla fine la protesta di ogni corporazione frantuma i resti di una Italia che un Governo di buona volontà cerca di rimettere faticosamente in piedi. A proposito delle 328 farmacie che in Toscana sarebbero di troppo la conclusione è che 1312 giovani farmacisti devono rimanere in fila, e con loro giovani laureati di altre professioni. Non ci può meravigliare se le agenzie di rating promuovono il governo Monti ma declassano l'Italia. Non vi sembra che ci sarebbe da meravigliarsi del contrario ? Ci sono poi quelli che vorrebbero di più,molto di più. Mi ricordano il MIR nel Cile di Allende che voleva la nazionalizzazione dei Trasporti e delle miniere di rame. Alla fine, mentre Allende non sapeva che pesci prendere, gli stadi furono riempiti, ma non fu una bella partita. Per Berlinguer fu motivo di profonda riflessione, politica e sociale; qualche passo in direzione del rapporto tra progressisti e moderati fu avviato, ma il terrorismo ci mise lo zampino. La solidarietà nazionale finì a carte quarantotto. Dopo di che la conquista del consenso fu fatta a colpi di spesa pubblica. La situazione globale ce lo consentiva ed anche le classi medie e del lavoro ne poterono beneficiare. Anche qui si sa come è andata, ma la classe politica che aveva beneficiato della elargizione della spesa pubblica non ha cambiato rotta ed ora ha dovuto cedere il passo ai “tecnici”. Il presente è messo a dura prova, il futuro ha un outlook molto incerto. Molto dipende dalla politica, dalla quale sempre più numerosi i cittadini si allontanano. A questo punto, abbandonare la politica bipolare, conflittuale, paralizzante, demonizzatrice, sarebbe saggio, ma la saggezza non sembra alloggiare nei palazzi. Alla fine, addossandosi la colpa l'un l'altro, saremo costretti a tenerci il sistema così come è, selezionato dall'alto, inefficiente, costoso e pletorico intrecciato in una selva di sovrastrutture istituzionali spesso sovrapposte o come si dice sussidiarie. Per i politici il problema non è più quanta gente partecipa alla politica ed alla vita democratica,anzi meno ce ne è e più sarà facile ritagliarsi una percentuale maggiore. Intanto i giovani italiani rimangono in fila, si laureano in pochi e lo fanno troppo tardi per partecipare a stages formativi europei ed ogni corporazione si chiude nel castello alzando il ponte levatoio.

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