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Ecatombe del Polo



di Marco Bazzato


Le elezioni regionali sono giunte al termine, e il conteggio dei voti è dimostrato in tutta la sua drammaticità numerica,  certificando inequivocabilmente la disfatta regionale del Polo delle Libertà.
Il centro destra è sul piede di guerra e chiede la verifica di governo per analizzare le cause di una sconfitta che durante l'ascesa decennale di Forza Italia,  raggiunta la vetta con le elezioni politiche del 2001 subisce l'onta dell'abisso di una bocciatura da parte dei cittadini.
Sono molteplici le cause che hanno portato al nefasto giorno di lunedì, quando già dai primi exit poll si sentiva l'aria di tempesta che aleggiava nel gelido Polo, ed i venti di pulizia iniziano a farsi sentire da ampi settori della ormai teorica maggioranza di governo, anche se con sfumature diverse e poco marcate.
Gli elettori delle varie regioni hanno deciso per il cambiamento all'interno dei loro confini, la rivoluzione dei governatori regionali peserà come un macigno nel 2006, forte del risultato conseguito sul territorio, anche se a volte la storia politica Italiana insegna, che non sempre i risultati eclatanti delle regionali si riproducono poi nei risultati delle politiche nazionali.
Alla lavagna e non nella veste di insegnate, ci sarà il leader del Polo che dovrà provare a spiegare agli alleati di governo le motivazioni della disfatta di Caporetto, che possono essere assunti i pochi ma chiari punti.
L'eccessiva esposizione mediatica anziché, come in passato favorire il premier, questa volta si è dimostrata controproducente,  i cittadini in modo quasi plebiscitario hanno bocciato l'immagine di un governo apparentemente sempre presente in ogni realtà nazionale e locale, ma che questa predominanza mediatica, non si è trasmessa in riforme e crescita occupazionale ed economica, e dopo cinque anni di Buon Governo continua ad incolpare i governi precedenti del disastroso deficit gravante sulle tasche dei cittadini, la minor sicurezza in termini economici e sociali, che dal 2001 continua ad consumare le tasche, bucandole, facendo si che il cittadino si senta meno sicuro e cerca nella naturale propensione al risparmio, l'unica via di salvezza ai disastri economici che gravano sulle classi sociali medio basse, lasciando fortunatamente inascoltati gli appelli che vorrebbero indurre a comportamenti da cicale scialaquatrici, realtà che l'attuale governo Italiano assieme Francia, Germania ed Olanda continuano le pressioni presso il Parlamento di Bruxells sull'allargamento del patto di stabilità, volendo illuderei cittadini facendo credere che il debito sia ricchezza.
L'uso di proclami da parte del leader del Polo che con la parola del tutto "Va sempre bene, siamo ottimisti", è smentita dalla realtà dei fatti di negozi: sempre più vuoti e produzione industriale in calo, tanto che ci fa essere uno dei fanalini di coda dell'Unione Europea in quanto a crescita del PIL.
Tutto questo aggiunto alla disastrosa politica di servilismo all'amministrazione Statunitense, che evidentemente, che complice battute inopportune a seguito del ritiro dei nostri soldati in Iraq e la morte di Nicola Calipari ed il ferimenti di Giuliana Sgrena, e dopo i proclami di un inchiesta seria, ancora risulta al palo e nei media italiani è scesa una cortina di rassegnazione silenziosa, dove rimangono ancora sconosciuti i nomi dei responsabili materiali "dell'incidente" occorso al responsabile dei servizi segreti Italiani e la presunta rapidità della consegna alle autorità Italiane per le perizie, risulta essere a tutt'oggi parole dette e ad ora inapplicate.
In ultimo, l'assenza di un progetto politico che si dimostri esser a contatto con le realtà locali e con le esigenze dei cittadini, dove in nome di un liberismo sfrenato, plagiato dall'illusione della riduzione delle tasse, ha portato ad aumenti dei servizi a pagamento, dimostrando che gli artifizi di bassa contabilità non sfuggono all'occhio del Fondo Monetario Internazionale, che più di una volta anche in tempi recenti ha richiamato il Governo Italiano sulla mancanza di copertura economica degli sgravi previsti.
Il Polo della Libertà si trova nel dilemma se continuare a seguire il Premier a testa bassa, cercando  di tenere a freno le piccole anime in crescita all'interno della coalizione, oppure se si assisterà ad una sfida all'Ok Korral dove verranno chieste le dimissioni e l'apertura della crisi di Governo che potrebbe sfociare in elezioni anticipate, ma che troverebbe per prima spiazzata la stessa Casa delle Libertà, che fino ad oggi si è affidata al suo rappresentate più fulgido, credendo ciecamente ad un nuovo miracolo, e che la moltiplicazione debitoria degli Euro possa favorire crescita e sviluppo, non lasciando spazio a futuri esponenti affinché in caso di bisogno, come quello attuale possano prendere le redini di un partito e di una coalizione, forse ormai aleatoria che ha confuso scelte di strategia politica della crescita, con la tattica dell'allargamento del buco del debito, nella speranza che l'allargamento dissennato non travolga l'economia e i cittadini stessi dall'inondazione della spesa pubblica. Il Polo appare oggi come una nave allo sbando,  cerca di raccogliere le masserizie affinché non vengano travolte dagli eventi.
Oggi il centrosinistra gioisce, sperando cosciente che ora dovrà dimostrare oltre ai proclami passati di saper governare le regioni che gli sono state affidate dai cittadini, senza rincorrere alla retorica d'addossare alle amministrazioni precedenti, buchi, caos, incompetenza, perché ai cittadini oggi non interessano le responsabilità politiche del passato, chiedono soluzioni ai problemi quali viabilità, lavoro, sicurezza sociale, e servizi, consapevoli che hanno un prezzo, ma che preferiscono pagare questo prezzo allo Stato, nella speranza che non dissipi, piuttosto che affidarsi al Privato dove il fine primario è il benessere dei grandi azionisti. Gli azionisti dello Stato Italia hanno il dovere di pretendere da ogni singolo consiglio d'amministrazione comunale, provinciale, regionale e statale la tutela dei loro diritti e la certezza dei loro doveri, liberi dalla burocrazia moloch eternamente immobile,  bisognosa di superare decenni di debolezze e clientele politiche e strutturali, che hanno resa debole nelle fondamenta stessa della Costituzione, perché tante parole della bene amata Magna Carta, continuano ad essere a tutt'oggi lettera morta.

Marco Bazzato
Sofia, 05.04.2005
Marco.bazzato@libero.it

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Fonte: Marco Bazzato