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Papa: pregi e difetti della globalizzazione mediatica



da Blogosfere


Oggi, giorno dell'Epifania, il Papa ha parlato durante la celebrazione della Messa, in Piazza San Pietro. Rivolgendosi a diverse migliaia di persone Benedetto XVI ha affrontato alcuni temi legati al mondo dell'informazione ed alla globalizzazione.

Il gigantismo dei media - secondo il papa - può far perdere di vista la vera sfida della globalizzazione per un nuovo ordine politico ed economico e un nuovo umanesimo. C'è il «rischio», ha osservato Benedetto XVI, di perdere di vista «i termini della sfida della globalizzazione», per un «nuovo ordine mondiale politico ed economico» ma «soprattutto» per un «rinnovato umanesimo». Per il pontefice tale rischio è «fortemente rafforzato dall'immensa espansione dei mass media» che «se da una parte moltiplicano definitivamente le informazioni, dall'altra sembrano indebolire le nostre capacità di una sintesi critica».

Se i media, quindi, hanno il pregio di moltiplicare le informazioni, non solo nel senso di "notizie" ma in quello più profondo di conoscenza e di sapere, sono anche suscettibili del rischio di "disperdere" l'orizzonte della conoscenza, al di là di una sintesi "umanistica" tipica della visione Cristiana del mondo e dell'uomo.

La sottolineatura del Papa - almeno secondo ho colto io - è essenzialmente di tipo culturale, ed ancora una volta il discorso di Benedetto XVI è rivolto alla "buona volontà culturale" dell'uomo di oggi.

I mezzi di informazione, secondo quanto mi sembra di interpretare, non sono semplici "strumenti" tecnici, ma diventano sempre più "habitus culturali", capaci di creare una visione delle cose e del mondo particolare.  Un po' come ripetere l'ormai famoso adagio massmediatico "il medium crea il messaggio".  Ecco perchè, secondo il papa, occorre utilizzare e conoscere i mass media, in funzione della creazione di una globalizzazione veramente umanistica del nostro mondo, sempre più orientato verso una visione tecnicistica delle cose.