|
Tratto dal primo capitolo del libro "il governo ombra" TESCHI E OSSA L’estate
del Duemila ha visto arrivare, nelle sale cinematografiche italiane, una curiosa
pellicola americana del regista Rob Cohen, intitolata “I teschi - The skulls”.
Essa denunziava l’esistenza di una setta segreta, attiva negli Stati Uniti,
che reclutava ragazzi nei campus per formarli come nuove leve di
un’aristocrazia economico-politica il cui scopo era il mantenimento del potere
ad ogni costo, e con qualsiasi mezzo. Simbolo della setta, che assicurava
immediatamente ai propri adepti soldi sesso e successo, un teschio poggiato su
due tibie incrociate, come nello stemma dei pirati. Nella pellicola si affermava
altresì che la CIA, il servizio segreto americano, era nato all’interno della
setta dei “Teschi” e che ben tre presidenti statunitensi ne avevano fatto
parte. La fedeltà al club, si riferiva nella pellicola, funzionava come una
sorta di feroce massoneria: apriva le porte al potere, assegnava denaro,
chiedeva scambi di favore, oltre ogni limite. Ciò che non veniva detto, e di
cui solo una parte del pubblico era forse al corrente, è che la setta dei
“Teschi” esiste veramente (anche se il suo vero nome è “Teschi e
ossa”). Come esiste effettivamente negli Stati Uniti (e non solo) un
“governo ombra” il cui fine ultimo è la distruzione dell’ordine
costituito per la costruzione di una “Sinarchia”, un governo unico mondiale
retto da un’aristocrazia di potenti, che instaurerà un “Nuovo Ordine
Mondiale”. Per giungere a questo scopo ogni mezzo è lecito, dall’omicidio
politico allo sterminio di massa, dal controllo della stampa alla nascita del
Grande Fratello telematico che tutto vede e tutto spia; in questa disperata
lotta al predominio del mondo entrano in ballo le moderne tecnologie
informatiche, i satelliti spia e le guerre batteriologiche; ma hanno un ruolo
fondamentale anche le credenze esoteriche, le sette e certe filosofie New Age. E
così il governo ombra pesca aderenti
nei movimenti ufologici messianici come pure nel più bieco satanismo. Solo
fantasie? Sfortunatamente no; i primi ad ammetterlo sono gli stessi protagonisti
di questa incredibile congiura a livello planetario. GLI
ILLUMINATI
“Un
Nuovo Ordine Mondiale? Sì, esiste. C'è un coordinamento segreto fra le sette
sataniche, sia americane che europee, per la conquista del mondo e per la sua
riorganizzazione. La religione verrà abbattuta e sostituita dal culto di
Satana. E i politici saranno rimpiazzati dai sacerdoti del Maligno. Le razze
inferiori verranno eliminate e la
popolazione drasticamente ridotta”. A dipingere questo apocalittico scenario
è stato il giovane e biondissimo "Angel", pseudonimo di un satanista
californiano pentito che, nell'ottobre
1989, ha confessato al giornalista televisivo Giorgio Medail l'esistenza di
un'antichissima e pericolosa setta infernale, gli Illuminati. “La sede di
questo movimento sotterraneo”, ha
precisato "Angel", “è in Scozia, dove vive il capo supremo di tutti
i satanisti, il Maestro del Mondo, di
cui nessuno conosce la vera identità...".
Dell’esistenza
di un gruppo esoterico di destabilizzatori sociali è convinto anche il fisico
slovacco Vladimir Terzinsky. “Si fanno chiamare Gli Illuminati”, ha detto
Terzinsky in una conferenza negli Stati Uniti, “e hanno già influenzato
segretamente molti politici durante l'ultima guerra mondiale. Le loro idee sono
state fatte proprie nientemeno che da Hitler... La setta sarebbe composta da
individui eterogenei per classe sociale, credo e razza, tutti accomunati da una
fortissima propensione per l'esoterismo e per il complotto politico. Il loro
scopo è di sovvertire il mondo, portandolo sull'orlo della catastrofe sia
politica che economica per poi, con un colpo di stato planetario, prenderne il
controllo".
Quella
che sembra la trama di un thriller fantapolitico è in realtà la versione
moderna in chiave catastrofica della
cosiddetta “teoria del complotto esoterico”. Essa sottintende la possibilità
che le sorti dell’umanità siano decise da un ristretto gruppo di personaggi,
appartenenti a società segrete, che si sarebbero infiltrati nei centri del
potere politico, economico e militare di ogni paese. Che non si tratti però
soltanto di una teoria è sfortunatamente dimostrato. Certo, le notizie che
occasionalmente fuoriescono da queste sette (in buona parte sataniche) sono
molto stringate: il segreto è la prima regola, e chi tradisce paga molto
duramente. Dai frammenti di informazioni recuperati dagli investigatori (l’FBI,
ad esempio, è spesso sulle tracce di questi sovvertitori dell’ordine
pubblico) sappiamo dell’esistenza di una “base”, spesso un vero e proprio braccio
armato, composto da gruppi di estremisti (satanisti, neonazisti e a volte
anche fanatici religiosi di vari credo) che, pur professando filosofie,
religioni e culti diversi fra loro, hanno un obiettivo comune molto chiaro:
conquistare il mondo e sovvertire l’ordine sociale, sostituendolo con qualcosa
di nuovo e di diverso. Alcuni di essi provengono dall’estrema destra
neonazista, altri dal satanismo, altri ancora sono apolitici, ma tutti sono
comunque manovrati dai vertici del governo
ombra.
Ufficialmente
quella del Nuovo Ordine Mondiale è stata per lungo tempo, secondo alcuni
politologi, una teoria socio-economica, propugnata dai presidenti Reagan e Bush
negli Stati Uniti e da Margareth Thatcher in Gran Bretagna, che prevedeva
l’abbattimento delle frontiere doganali e la creazione di un’unica grande
nazione euro-americana, diretta da un solo organismo. Un progetto abbandonato,
si dice, a causa dell’intransigente opposizione di vari gruppi religiosi e
laici caratterizzati da un forte nazionalismo, e sostituita nel Vecchio
Continente dalla nascita dell’Europa Unita. Ma la Sinarchia è invece una
realtà. Vi aderiscono alcune delle principali famiglie economico-finanziarie
internazionali, raggruppate in centri di potere quali la Trilateral Commission,
il gruppo Bildeberg, il
CFR americano. Vi sono industriali e magnati del
petrolio che, entrati in politica o nei servizi segreti, hanno spesso
trasformato il governo americano in un docile fantoccio nelle loro mani. Questo
è l’incredibile quadro che emerge dalla rilettura dei documenti più
scottanti e dalle testimonianze più esplosive. Grazie ad essi si scopre che la
Sinarchia non disdegna, per il raggiungimento dei propri fini, utilizzare le
tattiche più disparate, da quelle scientificamente riconosciute (come il
controllo delle telecomunicazioni attraverso i satelliti e la rete spia Echelon)
a quelle considerate più esotiche,
come la guerra psichica, la magia nera, la retroingegneria UFO. Combattono la
religione, sebbene molti sinarchici si dichiarino apparentemente buoni
cristiani, e questo perché il cristianesimo tende ad abbattere le distinzioni
tra classi sociali; la Sinarchia invece le esaspera. Non meraviglia dunque che
al suo interno vi siano elementi legati al satanismo o al neonazismo (la stessa
CIA, braccio armato del Governo Invisibile,
nacque con elementi provenienti dalla Gestapo). LA
CACCIA ALL’ANTICRISTO La presa di coscienza dell’esistenza di questa terrificante realtà ha portato in America, come era prevedibile, ad una vera e propria caccia alle streghe da parte di quegli ambienti religiosi (alcuni dei quali fondamentalisti, sfortunatamente) che hanno deciso di opporsi alla Sinarchia. E si è giunti a veri e propri eccessi, nella “lotta all’Anticristo” (della quale lo scozzese Re del Mondo sarebbe il vicario), con una serie di attentati alla casa di produzione cinematografica statunitense Warner Bros, che ha l'unico torto di avere la propria sede di New York al civico numero 666 (che nel libro dell’Apocalisse indica il demonio) e che viene accusata di produrre cartoons che incitano alla violenza; con il boicottaggio della Disney, che nei propri film inserirebbe disegni osceni e subliminali (un fallo ne “La sirenetta”, ecc...) e della Procter&Gamble, una multinazionale chimica nota soprattutto per i suoi prodotti per l'igiene personale: accusata ingiustamente da varie sette protestanti di aver stretto un patto con Satana attraverso la chiesa del reverendo Moon e di avere un marchio che ricordava (invero, con molta fantasia) un simbolo satanico, la società ha visto crollare a tal punto le vendite, da dover cambiare il marchio incriminato. La Procter aveva la sfortuna di pubblicizzare i propri prodotti con il disegno di un vecchietto barbuto, i cui riccioli ricordavano tre 6 in fila; fra gli oltre 60 prodotti distribuiti, la Procter aveva anche il sapone chiamato Ariel, che neanche a farlo apposta è uno dei nomi del diavolo. A seguito della campagna di boicottaggio la ditta ha mutato il proprio, antico simbolo sostituendolo con il volto di una ragazza sorridente. Nel mirino è finito anche l’attore David Hasselhoff, già stella di “Supercar” e “Baywatch”, che qualcuno ha stabilito essere... l’Anticristo (ma è stato detto anche di Bill Gates). La lotta contro le ditte seguaci del demonio (dal quale riceverebbero, in cambio di un patto satanico, la ricchezza) ha raggiunto l’apice nel 1988, quando il gruppo svizzero Crusade ha divulgato in Europa (in Italia grazie ad un gruppo di preti bolognesi) una lista di “marchi di fabbrica” (i codici a barre che identificano la casa e il prodotto) attribuiti a ditte sataniche. Al di là della non dimostrata adesione delle ditte al satanismo, l’aspetto più curioso fu che questa caccia alle streghe venne da una parte scatenata dagli ambienti fondamentalisti cristiani, dall’altra da quegli stessi movimenti neonazisti (con il libro “Secret societies” del nazista Jan Udo Holey) legati proprio alla Sinarchia......... I
CREDENTI DEL MALE Sebbene
il cervello di questo movimento segreto sia in Scozia (patria storica di un
certo tipo di Massoneria), le fila vengono oggi tirate dagli Stati Uniti; là
ogni anno scompaiono circa diecimila persone, buona parte delle quali,
soprattutto in California, finirebbero nelle grinfie dei satanisti. Tale è la
convinzione di un agente dell’FBI confidatosi nel 1986 con il giornalista
italiano Giorgio Medail, in America per un reportage sulle messe nere. Proprio
la California, a detta degli esperti, è uno degli stati maggiormente a rischio.
Sparizioni di persone, da utilizzare per sacrifici umani, avvengono con una
certa frequenza lungo l’autostrada Highway A1. E S.Francisco altro non sarebbe
che il vertice di un triangolo nero
che, con Torino e Praga, rappresenterebbe una delle roccaforti dei seguaci del
Maligno. Se questi dati, indubbiamente esagerati dalla stampa, dovessero avere un minimo di fondamento, allora ci troveremmo di fronte ad una preoccupante mappa della religiosità deviata. Quanti siano i satanisti nessuno lo sa con precisione. Nemmeno essi stessi. Questo perché le loro identità, come pure i loro riti, sono strettamente segreti. Di certo si sa solo che non esiste un rituale satanico ben preciso. E sebbene negli anni Sessanta sia stata pubblicata in California addirittura la Bibbia di Satana, i moderni seguaci del demonio hanno riti e liturgie che differiscono da Paese a Paese. L’avvocato Davide Venturini della Congregazione per la Cause dei Santi stima che siano almeno diecimila i gruppi satanici che si rifanno allo gnostico inglese Aleister (Edward Alexander) Crowley, e quindicimila i gruppi neri italiani; secondo un rapporto del Viminale in occasione del Giubileo del 2000, esisterebbero però solo 9 gruppi per un totale di duecento adepti (secondo una ricerca del novembre 1994, gli adepti di sette erano invece più di 600.000, cui andavano aggiunti altri 400.000 simpatizzanti. In pratica, due italiani su cento facevano parte - a metà degli anni Novanta - di uno dei circa quattrocento movimenti sparsi sul territorio nazionale. E circa tremila aderivano a gruppi satanici). I dati dunque sono confusi. In Francia esistono diverse sette che praticano la magia sessuale ed hanno una forte componente femminile, mentre nei covens (congreghe) inglesi predominano i maschi, molti dei quali si abbandonano a pratiche neopagane o sadomasochiste, talvolta purtroppo con sacrifici di bambini (il 17 marzo 1990 scoppiò nel Regno Unito uno scandalo enorme, quando si seppe di bambini partoriti da sataniste per riti sacrificali). In Italia l’omicidio rituale è invece pressoché sconosciuto, mentre è ammesso e anzi è una pratica obbligatoria nelle conventicole dei narcotrafficanti messicani che si ricollegano al culto azteco di Quetzalcoatl, il Serpente Piumato (a Matamoros, nell’aprile del 1989, vennero arrestati diversi satanisti narcotrafficanti, guidati dal boss Adolfo Costanzo, che credevano di ottenere dal diavolo l’immunità bollendo in un calderone cuori umani e sacrificando bambini). Strutture
e credi variano a seconda delle nazioni, sebbene sia lecito ritenere che dietro
le principali sette del male vi sia comunque la Sinarchia. Taluni satanisti non
sono altro che una degenerazione dei movimenti hippies; sono dei ribelli
insofferenti all’autorità costituita che spettacolarizzano il disprezzo della
religione solo per dare scandalo. Alcuni di costoro sono noti cantanti rock,
come Dio, i Black Sabbath, Marylin Manson ed Alice Cooper (che prende il nome da
una strega del passato che terminò i suoi giorni sul rogo) che si fingono
satanisti ma che di fatto non hanno nulla in comune con i veri adoratori del
demonio. I veri satanisti, per contro, non si addobbano con tatuaggi, teschi o
croci rovesciate, ma si travestono, più subdolamente, da persone rispettabili
(tali parevano i supposti partecipanti ai raid satanici del mostro di Firenze,
che si dice godesse della copertura di noti esponenti del bel mondo fiorentino).
Costoro, a differenza dei seguaci degli antichi culti pre e paleocristiani (come
molti gnostici che si rifanno ad Aleister Crowley, o i neopagani) adorano
effettivamente il Maligno, il diavolo biblico,
il signore del male, convinti che in questo modo non andranno all’inferno
ma erediteranno la Terra, e sicuri che il diavolo non sia così brutto come lo
dipinge la Chiesa. I
satanisti si radunano periodicamente per cantare le lodi al loro signore
generalmente il 1° maggio, festa pagana di Lammas, ed il 2 novembre, Halloween
(ma non c’è una regola. Altri satanisti italiani prediligono il 31 ottobre,
il 2 febbraio, il 30 aprile, il 21 giugno; in buona sostanza le ricorrenze sono
collegate alle stagioni, a solstizi ed equinozi). Questi incontri, chiamati in
Gran Bretagna sabba quando vi
partecipano molti adepti ed esba se
in tono minore, avvengono prevalentemente di notte. Solitamente fra la
mezzanotte e (per il sacerdote luciferino romano Efrem Del Gatto) le due e tre
quarti, nel momento in cui le influenze lunari sarebbero più forti ed il
momento propizio per le evocazioni demoniache e le pratiche magiche. Durante
questi incontri si celebra una messa, che è nera
in quanto ripete al rovescio quella cristiana. Si evoca il diavolo anziché
il Signore, si recita nema anziché amen,
si utilizza come altare una donna nuda e ci si scambia un segno di pace
congiungendosi carnalmente. Durante queste cerimonie, praticate con diverse
varianti a seconda dei vari covens, si è soliti raccogliere in un calice, la
“coppa di Babalon”, gli umori sessuali di tutti i presenti e quindi
comunicarcisi. Tale liquido, chiamato amrita,
servirebbe a conferire maggiore forza psichica durante gli incantesimi con i
quali i satanisti cercano di ottenere vantaggi personali, dalla ricchezza alla
giovinezza al successo, ma solo e soltanto attraverso il male procurato ad
altri, ottenendo benefici solo attraverso le altrui disgrazie. Durante questi
riti viene talvolta portata a termine una pratica segretissima, la costruzione
del bambino interno, basata sulla
credenza che non tutti gli uomini abbiano un’anima immortale e che pertanto
sia necessario costruirsela giorno
per giorno. Questo avviene, per i satanisti, con la ritenzione del liquido
seminale. Che, in questo modo, andrebbe ipoteticamente ad alimentare il bambino
interno, che come tale viene nutrito ed allevato; e battezzato satanicamente
con un nome segreto che nessuno dovrà mai conoscere, se non si vorrà correre
il rischio di diventare schiavi psichici, zombi privi di volontà in balia dello
scopritore del nome segreto. Ma
la più aberrante pratica magica dei satanisti è sicuramente l’immolazione di
una vittima umana. “Il vero segreto della Scienza occulta”, ha scritto il
demonologo francese Georges Demaix, “è il controllo del magnetismo umano e la
sua proiezione nello spazio. Coloro che ignorano il magnetismo non possono
agire. I fluidi umani sono potenti e di una rara efficacia...” E la caccia a
questi fluidi sembra essere una delle occupazioni principali del cultori del
male. Dicevamo che nel 1990 i giornali della Gran Bretagna riportarono a titoli
cubitali la notizia che decine di bambini sarebbero stati rapiti dai satanisti
londinesi e sacrificati (qualche anno dopo si scoprì di riti pedofilo-satanici
su di un’isola vicina a Washington, coinvolti politici di alto livello come il
deputato Barry Franks e membri del Pentagono e della CIA, come Craig Spence, ex
direttore dello staff di George Bush; Kenneth Lanning, dell’FBI Behavioral
Science Unit, dopo otto anni di indagini ha liquidato il tutto come falsità).
Nel caso della Gran Bretagna molti infanti sarebbero stati figli di coppie
sataniche, appositamente allevati per l’olocausto finale. Questa abietta forma
di rito verrebbe praticata in quanto, al momento del trapasso, il sacrificato
sprigionerebbe potentissime energie psichiche che i satanisti utilizzerebbero,
oltreché per propiziarsi le divinità infernali, per ottenere il dominio sulle
forze della natura. Essendo, fortunatamente, tale costume non esente da rischi e
da procedimenti penali, molti adepti del demonio preferiscono ridurre il
pericolo operando su cadaveri trafugati dai cimiteri. Queste profanazioni di
tombe avvengono talvolta corrompendo i custodi dei cimiteri. Un caso che destò
scalpore si verificò in Italia, a Ioppolo, nel 1984, allorché un necroforo
venne colto sul fatto mentre disseppelliva una bimba di cinque anni. Le tombe
hanno poi una funzione centrale presso molti gruppi satanici. Angel
ha raccontato che la sua setta soleva nascondersi nelle tombe per sfuggire
alla polizia; la terra di cimitero sarebbe poi considerata un elemento di
prim’ordine per la realizzazione di filtri e pozioni. Il
legame di queste settacce (nel 1988 lo studioso Gianluigi Marianini stimò in
40.000 i satanisti italiani) con la Sinarchia (gli Illuminati) deriva dal fatto
che una delle idee fisse di alcuni gruppi settari dediti al male sia la
convinzione dell’imminenza della fine del mondo. Fine che deve essere
accelerata per permettere al diavolo di sgominare le forze del bene, incarnate
dalla società borghese e conservatrice, detentrice del potere. “Alcuni maghi
dei secoli passati”, ha scritto l’avvocato Venturini, “hanno affermato che
l’Anticristo avrebbe iniziato la sua manifestazione pubblica nel 1996 e che
l’avrebbe condotta a compimento nel 1999. Questa idea è stata ripresa dalla
maggior parte dei gruppi satanici, che l’hanno poi fatta propria e che tentano
di darle corpo”. Per scardinare dalle fondamenta lo status quo molti satanisti
anni Ottanta e Novanta hanno cominciato a reclutare tra le loro fila,
soprattutto in America, membri dell’esercito ed esponenti della finanza, tutti
accomunati dall’idea di un nuovo
ordine mondiale. Alcuni di essi hanno effettivamente confessato la loro
appartenenza alle milizie
nere. Oggigiorno gli Illuminati, che di fatto si considerano una antichissima setta di risvegliati (cioè di ribelli alla cultura e alla religione ufficiali, giudicate oppressive e massificanti), vantano - vero o falso che sia - affiliati in tutto il mondo. Utilizzano individui psicolabili per destabilizzare periodicamente le basi della società; pilotano i movimenti neonazisti di tutto il mondo (si pensi alla setta giapponese Aum Shinrikyò o ai nazionalisti russi di Zhirinovskij); strumentalizzano e manovrano guru e santoni ed alcune sette New Age per far filtrare nella società le proprie idee rivoluzionarie. A questo proposito diversi scandali ha suscitato, fra il 1985 ed il 1998, la scoperta che molti moderni Rasputin da anni manovrano i principali capi di stato: in America l’astrologa Joan Quigley indicava a Reagan i giorni fasti e nefasti per firmare i trattati di proliferazione nucleare (e per l’astrologia impazzivano anche Nancy Reagan ed il generale Schwarzkopf, il comandante dell’operazione “Tempesta nel Deserto” contro Saddam Hussein) e la medium inglese Rosemary Altea sosteneva di essere il consigliere di fiducia della famiglia Clinton. E se Bill dormiva con sul comodino una copia del libro de “La profezia di Celestino” (del padre della Next Age James Redfield), Hillary, da parte sua, organizzava sedute spiritiche con la parapsicologa Jean Houston, che l’aveva convinta di essere la reincarnazione della regina Caterina di Russia e grazie alla quale la first lady cerca di evocare lo spirito di... Gesù e del Mahatma Gandhi. In Russia il ruolo della Houston l’ha ricoperto la discussa guaritrice georgiana Djuna Davitashvili, una ciarlatana che ha avuto in cura prima Breznev e poi Eltsin; e c’è anche il teleguaritore Anatoli Kashpirovski, ex consigliere di fiducia del leader ultranazionalista Zhirinovskij e del ministro degli esteri Gennadj Gherassimov all’epoca del mandato di Gorbachov; qualche anno fa si è poi saputo che molti alti papaveri sovietici avevano tutti un astrologo personale e che la CIA intendesse sfruttare la loro credulità intervenendo sui loro operatori dell’occulto. Non è certo migliore la situazione in Gran Bretagna, ove grande scandalo vi è stato quando la cartomante greca Vasso Kortesis ha venduto ai tabloid londinesi le confidenze della sua cliente Sarah Fergusson, l’ex consorte del principe Andrea d’Inghilterra. La Kortesis ha rivelato che l’ex duchessa di York era una grande appassionata di magia ed occultismo, credulona al punto da chiamarla “mamma”. Anche Lady Diana e Dodi Fayed avevano un astrologo personale, Rita Rogers, che aveva previsto per i due un futuro di amore e di felicità. Contro la mania per l’occulto dei reali d’Inghilterra ha tuonano nientemeno che l’arcivescovo di Canterbury (il papa dei protestanti) Lord Runcie, che ha rivelato che Carlo d’Inghilterra è stato manipolato ed allontanato dalla religione dal santone reincarnazionista sudafricano Laurens Van Der Post; infine, il dito è stato puntato in passato dai media anche contro il guru indiano Sri Chinmoy, che addestrava personalmente i funzionari dell’ONU, e contro il santone Sai Baba, che ebbe in passato stretti legami con la famiglia Craxi.In
molti si sono domandati quanto possa essere pericolosa l’influenza di alcuni
dei sopracitati personaggi sui leader delle due principali superpotenze. E che
tanti sospetti non siano ingiustificati è stato dimostrato dall’attentato con
il gas nervino al metrò di Tokyo, nel ‘95, di cui parleremo in seguito.
L’episodio ha infine spinto i media a domandarsi se non vi sia effettivamente
una regia occulta (quella sinarchica) dietro sette e santoni, con scopi
destabilizzanti. Un
classico esempio di attacco mascherato alle istituzioni fu la strage a Bel Air
del 1969, durante la quale perirono sei persone, compresa Sharon Tate, la
bellissima moglie di Roman Polanski. Tale eccidio era stato ordinato da un
pazzoide fanatico a nome Charles Manson, un satanista che amava farsi
identificarsi alternativamente in Dio e Satana e che aveva raccolto un gruppetto
di hippies sbandati in un ranch, l’Old Spahn, ribattezzato
Family, la famiglia Manson. Di questa congrega di sbandati Vincent Bugliosi,
il procuratore incaricato delle indagini sulla strage di Bel Air, scrisse:
“Quasi tutti i membri della Family avevano maturato una profonda e radicata
ostilità verso la società”. Lo stesso Bugliosi si convinse che i mansoniani
intendevano ordire l’Helter Skelter,
un complotto su larga scala “per provocare una gigantesca carneficina e
fuggire nel deserto da dove Manson sarebbe stato richiamato un giorno per
governare il mondo.” Molti
satanisti credono che per ottenere tale scopo sia necessario stipulare un patto
col diavolo, per ottenerne i favori: danaro, protezione o successo
dell’impresa. Si ritiene che gli adepti possano stipulare il patto per
ottenere un dono, uno e uno soltanto,
in cambio dell’anima e in genere per soli venti anni, come è documentato
nella tradizione stregonesca sin dal XVI° secolo. Nel tentativo di prolungare
questi favori i satanisti cercano di piegare il diavolo ai propri voleri
servendosi dell’incantesimo della mano
di gloria. Si tratta di una pratica oramai pressoché scomparsa e
consistente nel procurarsi la mano mummificata di un impiccato (operazione
tutt’altro che agevole) da utilizzare come portacandele per affascinare
il diavolo. Nei trattati stregoneschi rinascimentali si dice infatti che il
demonio provi un’attrazione irresistibile per questo amuleto e che, pur di
potere restarsene a contemplarlo in santa pace, sia disposto a concedere
qualsiasi favore al possessore della mano, che, in questo modo, acquista la gloria,
cioè i poteri, del demonio (tematica parzialmente ripresa nell’ultimo film di
Polanski, “La nona porta”; qui l’amuleto è in realtà un libro magico con
le figure dei tarocchi). L’ultima mano di gloria in circolazione si trova nel
museo personale dello studioso torinese Lorenzo Alessandri, pittore e grande
esperto di satanismo. Dal
30 aprile 1966 esiste anche una chiesa ufficiale per il culto del male. Si trova
a S.Francisco, è una palazzina in legno di tre piani, tutta nera, tappezzata
internamente da drappi rossi, maschere diaboliche, fruste e crocefissi
rovesciati. La sua frequentazione è libera, come pure il culto è autorizzato,
essendo in America ammessa per legge qualsiasi religione. Vicario e fondatore di
questa chiesa è l’ungherese Anton Szandor La Vey, un ex domatore di leoni dal
fascino mefistofelico, che vanta migliaia di aderenti non solo negli States ma
anche in Europa e Canada. La Vey ha scritto nel 1969 una bibbia satanica che in
pochi anni è diventata un best seller ed il cui comandamento principale è fa
ciò che vuoi; ha inoltre pubblicato “Il rituale satanico” (1972), che
codifica i riti. I due libri hanno venduto nel mondo oltre 300.000 copie. La
Vey sostiene che Satana voglia il bene dell’umanità e che sia contrario alla
mortificazione della carne e della volontà. Per questo motivo i satanisti si
sentono autorizzati a fare tutto ciò che vogliono, soprattutto il male. La Vey
ha operato per anni assieme alla
biondissima moglie e alla figlia Karla, dispensando sacramenti (ovviamente
satanici) e celebrando matrimoni e creando anche una moda. Uno dei più discussi
matrimoni satanici, celebratosi a Louisville nel Kentucky fra il locale vescovo
nero ed una sacerdotessa di Satana, ha attirato centinaia di curiosi.
Inseritosi, con i suoi discepoli, profondamente nell’ambiente hollywoodiano,
La Vey ha ispirato film come “Il sosia di Lucifero” e “Invocazione a mio
fratello demonio” (nel quale recitò egli stesso). Dopo vari scismi, il suo
credo è stato portato avanti dalle figlie. Contro
queste chiese sataniche si sono mossi molti esperti dell’occulto, come il
ricercatore Jeremy Kingston, che ha dichiarato: “La setta di La Vey si sta
espandendo, ma molti studiosi di occultismo sostengono che è molto rischioso
avere a che fare con la magia nera. E un fatto accaduto nel 1967 sembra
avvalorare questa ipotesi. La sera del 29 giugno un uomo di mezza età crollò
sul pavimento del suo appartamento a S.Francisco, urlando con voce di donna
‘Non voglio morire’. Lui e la sua famiglia, tutti membri della setta di La
Vey, riconobbero in quella frase la voce di Jayne Mansfield, la nota attrice
erede di Marilyn Monroe, segretamente seguace di La Vey. In quello stesso
momento Jayne, che aveva dichiarato di volersi staccare dalla setta, sarebbe
morta in un incidente d’auto dopo essere stata maledetta da La Vey...” La
morte dei singoli seguaci, se non addirittura dell’intero coven, non è
un evento raro. Non
è difatti infrequente che questi gruppi concludano la propria esistenza in un
bagno di sangue. Non potendo mutare la realtà circostante, vari adepti decidono
di cambiare il proprio stato di esistenza
togliendosi la vita, entrando in questo modo, a loro dire, in un’altra
dimensione (lo stesso fecero molte sette New Age ed ufologiche, dalla Higher
Source ai Solariani di Luc Jouret). Quest’idea folle è molto antica e risale
al 1300. Margareth Murray, nota studiosa di stregoneria e paganesimo, ha scritto
nel libro “Le streghe nell’Europa occidentale” (Garzanti, 1978): “Il
sacrificio del dio delle streghe era compiuto in Francia, Belgio e Gran
Bretagna. Lo studioso James Frazer ha rilevato che la vittima umana, dio o
vicario, non soltanto soggiaceva al suo destino, ma spesso lo anticipava dandosi
la morte o mettendosi spontaneamente nelle mani del suo sacrificante”. Questa
stessa rassegnazione al sacrificio è stata rilevata nei settari del XX°
secolo. Susan Atkins, una delle adepte della Family Manson, ha scritto nel suo
memoriale “Figlia di Satana figlia di Dio”: “Dovevo morire per tutta la
gente. Loro non lo sapevano, non sapevano ma stavo per morire per loro...” Non
tutti gli adepti del demonio adorano la stessa entità. I cosmisti, come la
setta francese della Cosa astrale, credono
in un’entità spaziale, una forma di energia che permea l’universo. I
satanisti venerano invece il diavolo biblico, l’autentico avversario di
Cristo, il signore del Male, l’angelo ribelle all’autorità politica e
religiosa. I luciferiani e i diabolici, invece,
credono in una versione eretica della figura del diavolo. Sono cioè convinti
che il dio cristiano fosse un Signore geloso, intenzionato a tenere Adamo come
uno schiavo imbelle recluso in Paradiso, e pensano che l’intervento del
serpente, che ha regalato all’uomo la conoscenza, ci abbia liberati dalla
tirannia di Dio. Per questo i luciferiani venerano un idolo di matrice templare,
il baphomet, un demone con una candela accesa tra le corna: la candela della
conoscenza che con la sua luce rischiara le tenebre dell’ignoranza voluta da
Dio. Gruppi luciferiani in Italia sono i seguaci di Efrem del Gatto (vero nome
Sergio Gatti). Da non confondersi con gli adoratori del Maligno sono i
neopagani, che recuperano gli antichi culti greco-romani; i seguaci della Wicca,
la religione dell’Europa occidentale precristiani; e i draconiani,
un gruppo gnostico convinto che divinità aliene abbiano da sempre
controllato energeticamente il nostro
pianeta. Decisamente
satanici gli yezidi o adoratori
del Pavone, un gruppo eretico in campo islamico, convinto che non un
serpente ma il sopracitato pennuto abbiano affrancato l’uomo dalla schiavitù,
con il compito di distruggere le forze del bene. Bene che, come si sa, è sempre
relativo, specie se dietro le quinte operano i sinarchici. LE
PSICOSPIE Ma
la magia nera non è l’unica tecnica “alternativa” praticata dai
sinarchici, che hanno un notevole serbatoio anche nell’universo delle facoltà
extrasensoriali. La prima delle notizie esplosive uscì nel novembre del 1991:
la Psi Tech, una società americana con sede nel Maryland, aveva spiato per
conto delle Nazioni Unite gli arsenali segreti di Saddam Hussein servendosi
di... un team di veggenti! Grazie
ad una squadra di potenti sensitivi, il direttore della Psi Tech Edward Dames,
un ex ufficiale della CIA, aveva così tracciato una mappa precisa delle
installazioni segrete del dittatore irakeno. I telepati della Psi Tech avevano
individuato due centrali per la costruzione di armi batteriologiche, i cui piani
sarebbero stati poi consegnati al Pentagono. La notizia stupiva in quanto il
governo americano, già nel 1988, aveva dichiarato di non avere nessuna
intenzione di servirsi di medium e sensitivi in quanto "tutti i test
effettuati per stabilire l'esistenza di poteri paranormali erano risultati
negativi". Ma evidentemente, dietro le quinte, le cose andavano
diversamente. Non solo, nel novembre del 1995 dagli archivi della CIA, il
servizio segreto americano con sede a Langley in Virginia, fuoriusciva la
notizia che per oltre vent’anni, e per la modica spesa di 32 miliardi di lire,
i servizi segreti USA si erano serviti di medium e sensitivi per le loro attività
clandestine (o “black projects”). In particolare, per rintracciare il leader
libico Gheddafi nel 1986; per liberare il generale Dozier sequestrato in Italia
dalle Brigate Rosse; per scoprire, nel 1979, dove fossero i nuovi sommergibili
atomici dei sovietici ed infine per individuare le centrali al plutonio dei
nordcoreani. I sensitivi, sei potenti telepati la cui identità non veniva
rivelata, operavano presso la base di Meaden, Washington, nell’ambito del
programma “Stargate” (la porta delle stelle). Il gruppo, per cercare di
frugare a distanza nella mente del nemico, si serviva soprattutto della
telepatia. Nel 1994 il Congresso degli Stati Uniti aveva posto il veto a questo
tipo di esperimenti, giudicati inutili e costosi, ma i servizi della Difesa
avevano protestato sostenendo che “le facoltà extrasensoriali esistono e
vanno sfruttate”. I sei veggenti, in particolare, avrebbero individuato, nel
corso degli anni, sommergibili sovietici e campi di addestramento libici per
terroristi. Quanto ai fiaschi, come la mancata individuazione di Gheddafi, i
portavoce della Difesa rispondevano: “Erano, sono e saranno inevitabili.
Quando i nostri i top gun bombardarono Tripoli nella speranza di uccidere
Gheddafi i nostri sensitivi indicarono con precisione il bersaglio: ma quella
notte il colonnello non dormì sul posto e scampò alla morte. La colpa, dunque,
non è dei sensitivi...”.. L’inchiesta sui veggenti di Meaden è stata
condotta, per conto del Congresso, dalla
professoressa Jessica Utts dell’Università della California e da Ray Hayman
dell’Università dell’Oregon. Mentre la prima
ha dichiarato che le ricerche meritavano di proseguire, Hayman si è
detto totalmente scettico, visto che i sensitivi ci avevano azzeccato
solo nel 15% dei casi. Da allora il Governo avrebbe sospeso i finanziamenti; ma
sappiamo invece che lo spionaggio mentale continua ugualmente, grazie ai fondi
in nero della CIA. I
russi, del resto, fanno altrettanto, e da più tempo rispetto agli americani. Già
nel 1940 girava per il Cremlino Wolf Messing, un ebreo polacco ricercato dai
nazisti non solo per le sue origini ma per la sua profezia della fine di Hitler
qualora questi avesse attaccato la Russia. Intimo di Stalin, Messing non
lesinava dare mostra dei propri poteri di controllo
mentale. In un occasione il polacco riuscì a penetrare nella casa di
campagna del leader sovietico, in barba alla rigidissima sorveglianza armata,
suggestionando mentalmente le guardie del corpo e facendo credere loro di essere
Lavrenti Beria, l'onnipotente capo della polizia segreta sovietica. Ma la
possibilità di boicottare i nemici psichicamente grazie all'uso di sensitivi
Stalin l'avrebbe messa in pratica,
a detta del parapsicologo Massimo Inardi, "nel 1953, quando la scoperta di
soggetti dotati di facoltà telecinetiche fece balenare, presso le Forze Armate,
l'idea di un loro utilizzo a scopo pratico, come l'intercettazione telepatica di
piani strategici, il disturbo di strumentazioni tattiche (missili, aerei,
radio...), fino alla neutralizzazione a distanza degli armamenti nucleari".
In quell'anno è nata la psicotronica, o “scienza delle reali energie
umane“, così è stata ribattezzata la parapsicologia nella CSI. La
ricerca ha fatto passi da gigante da quando il governo ha messo le mani su
medium e sensitivi dalle capacità a dir poco eccezionali. Come nel caso dei
telepati Karl Nikolaev e Yurij Kamenskij che dal 1965 hanno eseguito difficili
esperimenti di comunicazione mentale anche a centinaia di chilometri di
distanza, con risultati ritenuti talmente sbalorditivi da spingere il Cremlino
ad istituire differenti istituti di ricerca sui fenomeni ESP non solo nella
capitale, ma anche a Novosibirsk, Odessa, Zhaporozhje, Taganrog e Alma Ata. E
questi studi si sarebbero spinti così avanti al punto che, nel dicembre del
1992, la stampa mondiale ha riportato la notizia - quanto seria non si sa - che
i sovietici possiedono una macchina psicotronica in grado di amplificare a
comando i desideri, permettendo a sensitivi opportunamente manovrati di uccidere
a distanza! I dettagli di quest'arma provengono ovviamente da fughe di notizie,
raccolte in un documento top secret intitolato “Inventario delle informazioni
di cui è proibita la pubblicazione”, un misterioso volume di quattrocento
pagine, aggiornato annualmente dagli organi di censura nazionali. In un
paragrafo di questo testo militare c'è una
sezione dedicata proprio alle armi
extrasensoriali. E si citano quattrocento cittadini sovietici che hanno
denunciato insoliti dolori o vere e proprie alterazioni psichiche, provocate
dalle psicospie. Fra le vittime, ci sarebbe anche un ex colonnello del KGB,
pronto a testimoniare che tali apparecchiature vennero usate per favorire colpi
di stato e per eliminare oppositori politici, spingendoli al suicidio.
Quest'arma sarebbe stata utilizzata per ridurre a miti consigli i sei golpisti
rivoluzionari che, nell'estate del 1991, sequestrarono Mikhail Gorbachov.
Costoro, pur avendo in mano i codici segreti per lanciare tutte le testate
nucleari sovietiche e disponendo dunque in quel momento di un potere immenso,
tutt'a un tratto si arresero docilmente ed inspiegabilmente alla Guardia Rossa,
lasciandosi arrestare come in trance... Dell'esistenza
di simili armi è convinto anche il colonnello dell'Esercito americano Thomas E.
Bearden, un ingegnere nucleare il cui nome è legato a diversi esperimenti top
secret per il Pentagono. "Esiste un'operazione segreta dei sovietici
battezzata fer-de-lance “, ha
raccontato il militare nel volume “Excalibur briefing”, “tesa alla
conquista del mondo. L'operazione, ideata durante la guerra fredda, e ad
appena pochi anni dalla conclusione della Seconda Guerra Mondiale, è stata
ordinata nientemeno che da Stalin, ma i primi risultati vennero raggiunti solo
verso la fine degli anni '50. Io credo che la catastrofe nucleare che sconvolse
gli Urali nel 1958 fu dovuta ad un esperimento sfuggito di mano, il tentativo di
trasmettere a distanza un'esplosione nucleare attraverso l'iperspazio...".
In altre parole, un team di sensitivi avrebbe tentato di smaterializzare gli
effetti di un'esplosione atomica per rimaterializzarli su un obiettivo nemico.
"Ritengo che abbiano usato un cannone nucleare iperspaziale, basato sullo
sviluppo del raggio della morte in fase di studio in quel tempo", ha
concluso Bearden, al quale l'informazione sarebbe
arrivata a Bearden da fonti riservate. Fantascienza?
É probabile; curiosamente però, due anni dopo l’incidente, il presidente
Krushev, parlando dinanzi al Presidium, confermava le supposizioni
dell'americano annunciando lo sviluppo di una nuova arma “così potente da
poter cancellare ogni forma di vita sulla Terra”. Armi psicotroniche o
deterrenti psicologici abilmente propagandati? Sempre
Bearden cita un attacco all'ambasciata americana a Mosca, cominciato fra il 1959
ed il 1960, per mezzo di radiazioni. "I sovietici erano interessati a
scoprire se avessimo dei soggetti psicotronici. In questo modo hanno irradiato
l'ambasciata con radiazioni psichiche ad
alto livello, causando vari disturbi ai diplomatici: aritmia cardiaca,
infezioni del sangue, cancro. Questi esperimenti continuano tuttora", ha
scritto Bearden nel 1988. In quello stesso anno l'agenzia di stampa Agi/Ap
dichiarava che "il Dipartimento di Stato di Washington ha accusato i
sovietici di continuare a bombardare con fasci di microonde l'ambasciata
americana a Mosca. L'Ufficio per la
sicurezza diplomatica ha detto trattarsi di segnali a microonde di potenza 5-11
gigahertz. I segnali continuano ad essere rilevati nei locali della cancelleria
dell'ambasciata". Il fenomeno, denunciato nel marzo dell' '88, era già
noto al governo americano da almeno cinque anni, dopo che l'ambasciatore USA in
URSS aveva protestato contro queste interferenze mentali, subite dai diplomatici
per un periodo di quattro mesi, "dal 4 luglio al 19 ottobre". Anche in
questo caso tali onde mentali sarebbero state prodotte da sensitivi molto dotati
psicocineticamente. La
guerra psichica era foraggiata direttamente dal KGB, il servizio segreto russo,
una volta appurato che in America la CIA stava facendo la stessa cosa. Ma
fortunatamente l'omicidio a distanza era l'ultima delle risorse. I combattenti
psicotronici delle due nazioni in lotta si limitavano, in genere, a spiarsi
telepaticamente. Nell'agosto
del 1962 nei palazzi del Cremlino si verificava un episodio curioso. Il
presidente Krushev veniva preso da
una crisi di nervi leggendo sulla
stampa che Kennedy aveva dichiarato: “L’URSS ha firmato un trattato militare
ed economico con Cuba. Per la Repubblica cubana il trattato è stato ratificato
da Che Guevara...". L'esistenza di questo accordo era segretissima e non si
riusciva a spiegare in che modo l'Intelligence Department americano ne fosse
venuto a conoscenza. L'unica spiegazione era lo spionaggio telepatico. Di questa
ipotesi si sono detti convinti due ricercatori del mistero, l'italiano Peter
Kolosimo ed il francese Robert
Charroux. "Gli americani hanno usato un sensitivo opportunamente stimolato
con sostanze stupefacenti", hanno dichiarato. Molti
di questi esperimenti sarebbero stati attuati dai sovietici in una sezione
riservatissima adiacente la tristemente nota centrale nucleare di Chernobyl, in
mano alla Sinarchia russa (che ovviamente si oppone a quella americana). Ne è
sicuro lo studioso polacco Michal Kaszowski che, nella rivista “Nie z tej
ziemi”, ha dichiarato:"Molte ricerche insolite
sono state portate avanti in Russia. Un test di conquista della materia
attraverso lo psi fu sperimentato parecchi anni fa. Lo ha svelato una mia
collega di cui debbo tacere il nome. Si tratta di una pubblicista che lavorava
per il giornale ‘Kijevskie Novosti’, e che ha scoperto che a Chernobyl,
nella celebre e famigerata centrale nucleare esplosa nell' '86, le installazioni
erano rimaste contaminate da parecchi pericolosissimi isotopi di plutonio,
chiamati americio 241 e 242. Questi isotopi ufficialmente non esistono, e la
scienza ufficiale ne prevede la messa a punto ed il controllo solo fra 50 anni.
La giornalista ottenne altresì materiale su certi laboratori segreti,
conosciuti come Chernobyl 2, dove si
conducevano varie ricerche sull'influenza del cervello e della mente umana con
tecniche super e subsoniche, o con campi magnetici. Queste tecniche di controllo
mentale, con supporto di strumenti e generatori atomici, venivano condotti non
da militari o da agenti del KGB ma da un gruppo di satanisti, noti come Bialego
Bractwa, o setta dei Fratelli Bianchi... Questi esperimenti psicotronici
sarebbero attualmente ancora in corso". Anche
un altro ricercatore polacco mio buon amico, il militare Robert Lesniakiewicz,
ha svolto delle indagini che lo hanno portato ad affermare: "Sono sicuro
che dietro la catastrofe di Chernobyl si celino esperimenti segreti delle Forze
Armate o di altri gruppi. Non è vero che il reattore è esploso per un semplice
e banale riscaldamento di un motore, c'è qualcosa di più. Si tentava di
mescolare psicocinesi ed energia atomica, si voleva dominare paranormalmente la
materia..". Inutile
dire che, trattandosi di esperimenti segretissimi, non esistono prove a sostegno
di queste tesi e che tutte le testimonianze si riducono a dei sentito
dire. Ma se la veridicità di queste storie è molto dubbia e contestata,
esperimenti di condizionamento mentale per programmare
ad uccidere sotto ipnosi sono stati comunque condotti durante la guerra
fredda. Lo ha potuto stabilire il giornalista tedesco Joachim Ward, che ha
dichiarato:"Gli scienziati sovietici avevano sviluppato per conto del KGB
un sistema di condizionamento mentale che trasformava in robot alcuni soldati
impiegati per missioni speciali durante la guerra in Afganistan. Due degli
scienziati da me intervistati, Anatoli Chadrin e Valeri Kanjuka, mi hanno detto
che i soldati erano stati programmati in modo da entrare in azione non appena
ricevevano via radio un segnale in codice registrato nel loro cervello. La
psicoarma fu abbandonata per ordine di Gorbachov nel 1988, ma ora se ne
servirebbe la mafia". Un dettagliatissimo servizio su questa psicoarma
è stato presentato il 26 maggio 1995 durante il programma “Panorama”,
trasmesso dalla televisione pubblica tedesca. Durante il quale è stato spiegato
che gli scienziati sovietici utilizzavano onde radio ad alta frequenza in
combinazione con parole chiave e codici numerici innestati
nel cervello di militari e agenti di polizia. La
lotta di spie, convenzionali e psichiche, tra americani e russi è continuata
anche dopo il disgelo gorbachoviano. Nel novembre del 1999 tre infiltrati dei
due Paesi sono stati scoperti ed arrestati; nello stesso periodo un misterioso
incendio ha distrutto la Lubianka, la sede del KGB a Mosca. Nelle guerre di spie
sono adesso coinvolte altre nazioni: la Cina, che in diverse occasioni ha
carpito segreti informatici, ed il Giappone, che nel luglio del 2000 ha
divulgato via Internet segreti CIA trafugati, riguardanti il personale
dell’Agenzia USA e Paesi caldi
scelti come obiettivo principale per infiltrare spie. Negli ultimi anni sono stati svelati anche altri dettagli un tempo segreti: si è saputo che negli anni Settanta i servizi segreti americani avevano speso quasi un milione di dollari all’anno per le ricerche sulle psicospie; vennero a sapere che i russi avevano uno di questi centri a Novosibirsk (ove in seguito i russi condurranno gli esperimenti per le Guerre Stellari) e cercarono di carpirli grazie ad un giornalista del “Los Angeles Times”, che nel 1977 venne arrestato dal KGB proprio mentre tentava di ottenere materiali riservati da un istituto di parapsicologia. I militari ne erano al corrente. Nel 1980 la rivista “Militar Review” pubblicava un articolo sui “nuovi campi di battaglia mentali” e la potenzialità dell’uso dell’ipnosi telepatica in guerra...... E
I DISCHI VOLANTI Un
altro fattore determinante nelle scelte occulte del governo
ombra americano (ma anche per quello russo) è stato rappresentato dagli
alieni. Sia che esistano (come è assai probabile), sia che non esistano, gli
UFO hanno avuto un ruolo primario nell’influenzare le scelte dei vertici USA.
E così da una parte i servizi segreti hanno raccolto ed occultato prove,
intimidito testimoni ed ufologi; dall’altra hanno lasciato fuoriuscire in
maniera mirata “rivelazioni” ed “ammissioni” per coprire esperimenti
segreti (come lo Stealth, testato in Gran Bretagna e volutamente fatto passare
per un UFO), per ottenere fondi per la Difesa (con la scusa della possibile
“minaccia esterna”), per seminare confusione fra i credenti, alimentando e
strumentalizzando culti ufologici con a capo pretesi “messia” che parlavano
per bocca dei “fratelli dello spazio” (tutto ciò, al di là della reale
consistenza del fenomeno UFO in sé). Quest’ultima tecnica, detta del
discredito, venne utilizzata anche nel campo delle credenze sul paranormale.
Nell’ambito dell’Operazione Oracolo un gruppo di agenti CIA schedarono
superstizioni, credenze, fobie e nevrosi di molti personaggi del mondo politico
internazionale. Secondo quanto ha dichiarato l’ex agente CIA Miles Copeland,
lo scopo era quello di contattare poi i loro astrologi, costringendoli a fornire
oroscopi manipolati dall’Agenzia. Oracolo fu attiva a partire dagli anni
‘50; vent’anni dopo i servizi segreti francesi dello Sdece fecero
altrettanto tentando di corrompere Jean Viaud, famoso astrologo di Arcachon e
redattore di “Horoscope”, consultato da molti leader del Terzo Mondo. Ma
Viaud, immaginando che avrebbe rischiato la pelle, rifiutò. Nel
campo degli UFO la Sinarchia, secondo quanto dichiarato nel 1997 dall’ex
ufficiale del Pentagono colonnello Philip Corso, condusse ricerche segrete per
capire come volassero i dischi volanti, in che modo potessero essere trasformati
in armi da guerra, con che tipo di energia avveniristica funzionassero. Le
ricerche vennero dette di retroingegneria;
gli americani avrebbero avuto un disco alieno ed avrebbero cercato di costruirne
uno terrestre tentando di carpire la tecnologia aliena (ma invano). L’interesse
vero e proprio dei sinarchici per gli UFO cominciava non tanto il 24 giugno del
1947, data in cui un pilota americano ne vedeva nove nel cielo di Washington e,
riportandone la notizia alla stampa, faceva nascere ufficialmente l’interesse
per il fenomeno; ma il 3 o 4 luglio dello stresso anno quando, secondo la stampa
locale, un disco volante si sarebbe schiantato nel deserto di Corona, vicino
Roswell, Nuovo Messico. I servizi segreti americani avrebbero provveduto a
recuperare ed occultare il velivolo (e presumibilmente i suoi quattro occupanti,
tutti deceduti) e a fare sparire tutte le prove, arrivando persino a minacciare
testimoni e giornalisti affinché non ne parlassero più. Oggi, a oltre mezzo
secolo di distanza, su quell’episodio non è stata ancora fatta luce. Molti
ufologi ritengono che a cadere fu veramente un velivolo spaziale; gli scettici
ritengono si sia trattato invece di un’arma segreta americana (un pallone
militare tarato per spiare l’attività atomica dei sovietici; questa tesi di
comodo è stata ovviamente condivisa anche dall’Aeronautica USA); sia come
sia, l’episodio portò alla nascita di una commissione supersegreta nota come
Majetic 12, composta da esponenti delle Forze Armate, della scienza e della
politica il cui compito, di fatto, era studiare questi ordigni. Lo provano, fra
le altre cose, alcuni carteggi emersi alcuni anni fa, ed inviati anonimamente
sotto forma di microfilm, al produttore televisivo americano Jaime Shandera. Le
carte Majestic, la cui autenticità ha scatenato violenti dibattiti, riferivano
di fatto dell’esistenza di un team ultrasegreto, un vero governo
ombra dell’illegalità che radunava a sé persone inserite nei gangli
vitali del Paese per tramare alle spalle della nazione, contro ogni legge ed
ogni regola (basti pensare che in alcuni mandati persino ai presidenti USA venne
tenuta nascosta l’esistenza di questo gruppo). In uno stralcio dei documenti
erano indicati i nomi dei dodici “apostoli” che fecero parte della prima
commissione segreta di studio, così riferendo: “TOP SECRET MAJIC - T52 -
EXEMPT (E) - COPIA DI UNO. Operazione MJ-12 è una ricerca di sviluppo top
secret/operazione di Intelligence. Unico diretto responsabile è il presidente
degli Stati Uniti. Le
operazioni del progetto sono sotto il controllo del gruppo MJ-12 (Majic-12),
stabilite tramite speciali ordini esecutivi classificati dal presidente Truman
il 24 settembre 1947 sotto raccomandazione del dottor Vannevar Bush e del
segretario James Forrestal. I membri del gruppo MJ-12 furono designati come
segue: Amm. Roscoe H. Hillenkoetter, Dott. Vannevar Bush, Segr. James V.
Forrestal, Gen. Nathan F.Twining, Gen Hoy S. Vandenberg, Dott. Detlev Bronk,
Dott. Jerome Hunsaker, Sig. Sidney Souers, Sig. Gordon Gray, Dott. Donald Menzel,
Gen. Robert M. Montague, Dott. Lloyd V. Berkner. La morte del segretario
Forrestal il 22 maggio 1949 creò una lacuna che venne colmata il 1° agosto
1950, data in cui il generale Walter B. Smith fu nominato sostituto
permanente”. Ho
valide ragioni per ritenere che ciò che nacque come un banale team di studio
UFO divenne in seguito un vero e proprio governo
ombra che, negli anni della Guerra Fredda, arrivò ad estendere la sua
sinistra influenza in tutti i campi della vita pubblica dei contribuenti
americani e, di fatto, sui Paesi della NATO, Italia compresa. I
primi a dare notizia dell’esistenza del governo
ombra furono due giornalisti americani, David Wise e Thomas B. Ross,
quest'ultimo giornalista del “Sun Times”, già assistente segretario per gli
affari pubblici della Difesa dal '77 all' '81, in un libro intitolato “Il
governo invisibile”: “Nella libera
America esistono due governi, uno visibile e l'altro invisibile. Il primo è
conosciuto, ne parlano quotidianamente tutti i giornali e viene preso a modello
democratico nei libri di scuola. Il secondo, invece, è più subdolo, è celato
sotto la superficie del cosiddetto establishment.
É un meccanismo segreto strettamente intrecciato al primo e si prefigge lo
scopo di guidare gli affari politici ed economici del Paese e di dirigere, di
fatto, la vita di oltre duecento milioni di americani. Il governo invisibile non
è un organo formalmente costituito, ma è un raggruppamento eterogeneo che lega
a sé i più disparati uffici e settori del governo visibile. Oltre alla ben
nota CIA, asse portante del governo invisibile e principale serbatoio di uomini,
si ricollegano ad esso altri nove organismi che fanno parte, taluni in misura
minore, della Comunità delle Informazioni. Essi sono: il
National Security Council (NSC) il
Defense Intelligence Agency (DIA) il
National Security Agency (NSA) il
Servizio Informazioni dell'Esercito Il
Servizio Informazioni della Marina (ONI) il
Servizio Informazioni dell'Aviazione (ATIC e AFIS) l'Ufficio
Informazioni e Ricerche del Dipartimento di Stato la
Commissione per l'Energia Atomica (AEC) il
Federal Bureau of Investigation (FBI)”. Collaborano
con la CIA anche moderni enti di difesa, dal NORAD, incaricato di sorvegliare il
passaggio di intrusi nel cielo, al NAVSPASUR, il sistema di sorveglianza
spazio-navale per mezzo di satelliti, sino al Pentagono e alla NASA. Ma nel
Governo Invisibile confluiscono anche molti enti pubblici e privati - persino
aziende - apparentemente prive di qualsiasi legame. “In
tutti questi modi”, proseguivano i due reporter, “il governo segreto riesce
a controllare l'intellighenzia americana
e a indirizzare la vita del suo popolo quasi sempre, a delineare la politica
estera statunitense con decisioni che appaiono prese in una determinata
direzione e che, invece, vengono segretamente dirottate dal governo invisibile
in quella opposta”. É la machiavellica ragion
di stato. Diversi presidenti degli Stati Uniti furono succubi di questa
logica statalista. Quando, negli anni '80, l'aereo del pilota Eugene Husenfus
venne abbattuto dalle forze nicaraguensi, rendendo evidente il coinvolgimento
statunitense a sostegno della guerriglia antisandinista, Ronald Reagan,
inquisito, si disse più volte all'oscuro delle manovre a favore di una o più
forze ribelli nei Paesi del Terzo Mondo. Non stentiamo a credergli. Vera o falsa
che fosse la posizione del presidente, essa servì a chiarire una volta di più
la finalità del Governo Invisibile. Esso è difatti un'istituzione
relativamente recente e ben lontana dai principi democratici dei padri fondatori
della nazione americana. Più figlio, potremmo affermare, del maccartismo della
seconda metà degli anni '50, questo ente
è nato a seguito della constatazione che gli Stati Uniti, dopo la fine
della Seconda Guerra Mondiale, erano diventati una superpotenza alla quale il
comunismo sovietico aveva lanciato una sfida. L'URSS, specie dopo la caccia agli
scienziati nazisti e la corsa allo spazio e agli armamenti, si rivelò una
minaccia capace di insidiare l'egemonia planetaria dell'America. Questa
minaccia, come la storia ci insegna, si è trasformata negli anni nella
cosiddetta Guerra Fredda. Pertanto,
per bloccare tale minaccia, vennero organizzate una vasta raccolta di
informazioni e una sofisticata rete di spionaggio che, solo nel 1964, davano
lavoro a ben duecentomila persone. SPIONAGGIO
E BASI SOTTERRANEE L'informazione
riveste un carattere importantissimo nel sistema difensivo CIA. Esiste un
sistema centrale di raccolta informazioni e comunicazioni, gestito da branche
di sicurezza che appartengono ad
ogni Arma. Sui tetti della centrale
della CIA a Langley, in Virginia, spuntano almeno 200 antenne di viario spessore
e misura, sintonizzate sulle radio private sparse per tutto il globo. “Dove c'è
un'anima viva, si trova anche un'emittente della CIA”, ha dichiarato la spia
sovietica Adolf Abel. Tali antenne sono collegate ad una segretissima centrale
radio, l'accesso alla quale è consentito solo a pochissimi funzionari. Colà
per anni hanno lavorato tre strumentazioni spionistiche ai limiti del
fantascientifico. Si chiamavano Minicard,
Intellofax e Walnut. Minicard è
un memorizzatore della Eastman Kodak che funziona elettronicamente e che
incamera qualsiasi tipo di informazione; Intellofax è un dispositivo automatico
a nastro fotoelettrico che, indipendentemente da qualsiasi condizione di luce o
di tempo, immagazzina qualsiasi tipo di immagine e che
in un centimetro di pellicola riesce a contenere sino a 100 soggetti;
Walnut è un gigantesco calcolatore progettato dall'IBM appositamente per la
CIA. Sebbene attualmente Walnut sia stato senz'altro sostituito dai più moderni
computer, negli anni '70 questa macchina funzionava egregiamente sia come
calcolatore che come cervello elettronico, schedando ogni mese circa 350.000
informazioni di ogni tipo. A richiesta, era possibile sapere vita, morte e
addirittura previsioni di sviluppi possibili, cioè il futuro, di singole
persone, ditte, operazioni bancarie, titoli, compartecipazioni aziendali,
prodotti e brevetti, crac finanziari. Ma soprattutto, Walnut conteneva migliaia
di informazioni circa questioni militari, armamenti, nuovi congegni bellici,
spostamenti di truppe, esercitazioni, uomini
politici, partiti, personaggi pubblici. Il tutto venne coordinato dalla
National Defense Agency, insieme con la DIA e con la Defense Communications
Agency. Le varie branche raccoglievano dati informativi e materiale fotografico
e fornivano comunicazioni per gli altissimi livelli mediante reti di
trasmissione a carattere mondiale. I centri amministrativi di queste branche si
trovavano nei comandi delle Forze Armate, mentre i gangli
operativi, coordinati dai comandi
congiunti, si celavano nelle sale operative terrestri aeree del Pentagono e
della Casa Bianca. Compito speciale della NSA è tuttora “ascoltare tutto ciò
che gli altri vorrebbero restasse segreto”, come ha dichiarato l'ex consulente
del Dipartimento di Stato Luttwak. Secondo una statistica compilata nel 1983,
ben 33.400 uomini lavoravano per i servizi di informazione nei reparti delle
Armi (ASA) che fanno funzionare i centri d'ascolto della NSA. Altri 33.600 erano
dislocati nelle comunicazioni sotto il controllo della DCA. Il totale
complessivo di queste forze rappresentava il 3% di tutti i
militari in servizio. Adesso questo sistema è stato superato da Echelon,
un sistema di spionaggio satellitare con basi in America, Gran Bretagna,
Australia, Canada e Nuova Zelanda, in grado di intercettare tutte le
comunicazioni telefoniche, via mail, fax e cellulari. Ed
infine vi sono le basi segrete, quelle ufficialmente non conosciute nemmeno dal
Congresso degli Stati Uniti. La più famosa di tutte, una volta che la stampa ne
ha scoperto l’esistenza, è l’Area 51. Di essa sappiamo che la CIA prima e
dei non meglio identificati servizi segreti ne sono entrati in possesso negli
anni Cinquanta. Dell’Area 51 si cominciò a parlare con una certa frequenza
dal marzo del '94, dopo che la serissima rivista “Popular Science” aveva
dedicato la copertina all’argomento, pubblicando le uniche foto esistenti
della base, piratate da un satellite
meteo americano e da uno sovietico. Si tratta di un immenso perimetro riservato
a Nellis Air Force Range, nel Nevada, nella zona di Groom Lake, un luogo segreto
chiamato Area 51 o Dreamland
(la Terra dei Sogni), un poligono militare al di sopra della quale tutti i voli
civili e militari sono rigorosamente proibiti. Nel 1955 questa zona veniva
controllata dalla CIA ma negli anni '70 passò nelle mani dell'USAF,
l’Aviazione americana. In seguito, la zona scomparve persino da tutti i
rilevamenti topografici destinati alle cartografie della regione. A Groom Lake
venivano sperimentate “tecnologie belliche con laser esotici” contro i
satelliti sovietici, meglio definite come “armi di origine straniera”
(aliena, secondo gli ufologi, che ritengono che laggiù, in mezzo al deserto,
siano custoditi anche cadaveri alieni e frammenti di dischi volanti). Nel 1984,
durante l'amministrazione Reagan, i militari acquistarono novantamila acri di
terreno attorno a Groom Lake per ragioni
di sicurezza. Altri 4000 vennero
recintati per impedire ai curiosi, perlopiù ufologi, di accamparsi sulle
colline con cineprese e macchine fotografiche per riprendere gli strani ordigni
che venivano testati a Dreamland (perlopiù aerei invisibili Stealth ed Aurora).
Si dice che la base si estenda per diversi chilometri sotto terra, come
l’Inferno di Dante, e che in ogni livello venga studiata una micidiale
tecnologia, dagli UFO alle psicoarmi alle manipolazioni genetiche su umani e
addirittura su presunti feti extraterrestri. Il
giornalista Tony Pelham è stato uno dei coraggiosi che ha osato sfidare il
Governo Invisibile per andare a curiosare nei dintorni di Dreamland, solleticato
dalle strane voci sull'Area 51 e sfidando i cartelli militari di divieto di
accesso. “Il deserto laggiù”, ha dichiarato, “è pieno di truppe in
uniforme mimetica, portano degli M16 e non hanno alcun cartellino di
riconoscimento. Non sono dell'Aeronautica, non sono dell'esercito, non hanno
alcun genere di distintivo. E c'è mancato davvero poco: stavano per arrestarmi,
una o due volte. Ho trovato che questo fosse davvero insolito. Ho sentito le più
strane teorie riguardo a questi uomini. Ma loro sfidavano me ed io sfidavo loro.
Quando si avvicinavano e mi chiedevano: 'Cosa stai facendo qui?' io rispondevo:
'Cosa state facendo voi qui, questo
è territorio libero'. Stavo ronzando intorno ad una zona proibita. La mia
opinione è che il governo nasconda qualche cosa che è molto più protetto
dello Stealth o dell'U2, qualcosa di clandestino. Non so se ci sia una base
sotterranea aliena, non so se siano UFO o extraterrestri, so solo che hanno un
apparato di sicurezza molto maggiore di quello che si vede abitualmente attorno
a qualsiasi tipo di installazione militare e non capisco perché le guardie in
uniforme non abbiano alcun distintivo. Quando ho chiesto loro: 'Siete
dell’Aeronautica o dell'Esercito?' non ho avuto risposta. Vi dicono solo di
lasciare la zona. Alla fine mi hanno fermato e hanno chiamato il distretto di
polizia della contea di Lincoln, in ben tre differenti occasioni. E ogni volta
hanno riempito dei fogli su di me ed hanno intimato di non avvicinarmi più alla
zona. L'ultima volta, con il pretesto che non avevo nulla da fare vicino ad una
installazione militare. Io ho spiegato che non ero nemmeno ad un miglio dalla
base, che mi trovavo su un territorio libero. Sei mesi dopo mi avvicinai al
ranch Merlin a riprendere un blazer, uno dei loro furgoni fantasma. Non mi ero
mai arrischiato troppo a ridosso della zona protetta, ma a volte ci sono andato
vicino. Al mio ritorno ad Alamo lo sceriffo chiese di vedermi, riempì un'altra
pila di documenti e, in modo molto formale, mi disse: 'Mister Pelham, questa è
l'ultima volta che l'avvisiamo. La prossima volta, e parlo a nome dei miei
superiori, se lei ritorna su questa strada e si avvicina nuovamente alla base,
lei va dritto in prigione!'. In un'occasione in particolare ho avuto una strana
esperienza con delle luci che sembravano inizialmente essere lontane, ma che in
pochi secondi furono sopra di me. E pensare che non mi sono mai recato lì con
una macchina da ripresa, mai rivolto alla stampa o a investigatori per dire che
avevo visto un UFO. Io non so cosa ho visto quella notte. Poco tempo dopo,
mentre stavo tornando indietro, un blazer mi si avvicinò da una strada
laterale, ne uscirono i militari in
uniforme mimetica con i loro M16 e mi chiesero come mai stessi ritornando da
un’installazione militare. Risposi che me ne stavo lì da solo, seduto nel
deserto. Mi replicarono: 'A fare cosa?'.
'Sto guardando le luci'. E loro: 'Quali strane luci, quali luci? Noi non vediamo
nessuna luce'...”. Area
51 in seguito è diventata popolarissima, dopo che ufologi e curiosi di tutto il
mondo hanno iniziato ad appostarsi di nascosto, filmando e fotografando gli
strani velivoli (o UFO?) che si sollevano dagli hangar sotterranei di Dreamland.
Un ufologo, Glenn Campbell, si è addirittura accampato per anni con una
roulotte ed ha scattato centinaia di foto e realizzato cartine del territorio,
subito veicolate in Internet; il trucco di divulgare immediatamente le
informazioni carpite pare sia servito a salvargli la pelle: ucciderlo, per la
Sinarchia, avrebbe significato creare un martire, attirando maggiormente
l’attenzione. Troupes di ufologi giapponesi, attrezzati di tutto punto con
telecamere e macchine fotografiche professionalissime, sono arrivate dal Sol
Levante ed anno strappato molti altri segreti a Dreamland (ma nonostante ciò,
nulla si sa per certo di ciò che vi è custodito al suo interno); la base è
diventata infine conosciutissima, al punto che si ritiene che oramai il Governo
Invisibile l’abbia semiabbandonata; viene menzionata nel film “Indipendence
Day” e nei telefilm “FX”, “Seven Days” ed “X-files” (episodio
“Il prototipo); addirittura nei fumetti di Topolino e Scooby Doo e persino nel
videogame “Duke Nuke 3 D” (vi è un livello ove il protagonista si trova in
un hangar a Dreamland, dinanzi ad un disco volante). É stato persino realizzato
un modellino giocattolo di uno dei dischi che vi sarebbero occultati, una guida
di Dreamland (in vendita negli States) ed un lungo video (di tre ore, a cura del
giornalista ed ufologo tedesco Michael Hesemann) che raccoglie i filmati
“UFO” più curiosi. La stampa e gli ufologi scettici (come l’americano
Jacques Vallée, che un tempo si rifiutava di ammetterne l’esistenza) hanno
dovuto infine accettare il fatto che la base sia reale, sebbene il governo USA
abbia continuato a negare e sebbene essa continui a non comparire in nessuna
cartina; questa inversione di tendenza si è verificata principalmente da quando
tre scienziati, Robert (Bob) Lazar, Bill Uhouse e Michael Wolf, hanno dichiarato
di avervi lavorato all’interno, per conto del governo
ombra. Inutile dire che i tre sopracitati personaggi hanno spaccato
l’opinione pubblica; in molti li considerano solo dei millantatori (e fonti
vicine alla base negando prevedibilmente di averli mai conosciuti); ma non è
affatto provato che costoro mentano. Lazar e Wolf sono stati concordi nel
dichiarare che a Dreamland vi siano rottami UFO, che il governo
ombra tenta di far volare con tecniche di retroingegneria, ed addirittura
corpi di alieni (uno dei quali forse vivo). Wolf è un curioso personaggio che
sostiene di avere fatto parte addirittura del Majestic 12 (e certe sue
conoscenze ai vertici sembrerebbero
dimostrarlo) e che afferma che gli alieni, che per inciso sarebbero pacifici,
hanno da tempo lunghi contatti con certi terrestri; Bob Lazar sostiene di essere
un fisico che, nel 1989, sarebbe stato incaricato di condurre uno studio sul
funzionamento degli UFO a Dreamland. Sospeso poi dall'incarico e quindi
svincolato dal segreto, rendendosi conto che il governo
ombra si stava preparando a farlo sparire, si è deciso a raccontare tutto
ai media, e principalmente al giornalista ufologo George Knapp: “Ebbi un
incontro del tutto casuale con il dottor Edward Teller, quando lavoravo al
Laboratorio Nazionale di Los Alamos, nel Nuovo Messico. Dopo quel colloquio, mi
raccomandò. Da anni era uno dei massimi dirigenti di un progetto nel deserto
del Nuovo Messico. Era in un luogo chiamato S-4, vicino alla Base 51, dove hanno
sede molti progetti governativi top secret. Edward Teller era il direttore del
programma e credo che una persona raccomandata da lui fosse molto affidabile.
Erano i primi mesi del 1989 e io mi stavo inserendo nel progetto in questione,
anche se lentamente, dato che nel frattempo il governo stava svolgendo accurate
indagini sul mio conto. Era qualcosa di diverso da tutto ciò per cui avevo
lavorato fino ad allora. Da Los Alamos ebbi l'autorizzazione Q, un fatto
abbastanza strano. Mi avevano detto, infatti, che c'erano ben trentotto livelli
sopra quello Q. A quel tempo ci voleva un ordine esecutivo per le assunzioni, un
ordine che fu firmato dal presidente Ronald Reagan. Sono stato nel programma
solo per poco tempo, fino all'aprile 1989, mi sembra, poi le nostre strade si
sono divise. É una lunga storia. All'inizio, durante i primi colloqui, non mi
è mai stato detto specificatamente: ‘Ehi Bob, lavoreremo assieme sui dischi
volanti, sugli scafi alieni recuperati da incidenti’, o cose del genere. La
mia qualifica era di assistente a Senior Staff. Ufficialmente dovevamo lavorare
sulle tecniche avanzate di propulsione. Naturalmente, quando iniziai a operare,
lessi i rapporti e la documentazione e mi resi conto in cosa consistesse il
progetto. Dovevamo studiare l'origine dei velivoli, la razza o la tipologia di
alieni che pilotavano i dischi, quali erano il loro aspetto e la loro struttura
fisica in base ai rapporti delle autopsie. Vedendo il materiale, compresi che
non si trattava di un comune
progetto di ricerca. Stavamo facendo un'operazione di ingegneria inversa (retroingegneria):
avevamo il mezzo, lo scafo alieno, e dovevamo capirne il funzionamento. Avevamo
il prodotto finito e dovevamo scoprire la tecnica di manifattura, quali leggi
fisiche lo governassero. Fu chiaro, allora, su che cosa stavamo lavorando!
L'aspetto più strano era che non era mai stata detta esplicitamente una sola
parola sull'argomento. Vidi il velivolo, un grande disco, un tipico disco
volante. Anche in quel frangente mi costrinsi a pensare: ‘Beh, questa
ovviamente è una nuova creazione del governo, una sorta di oggetto volante
sperimentale, forse un aereo da combattimento del futuro, il che spiega tutte le
pazze voci che ci sono sui dischi volanti...E noi dobbiamo provare questo
apparecchio’. Ma il momento davvero emozionante fu quando entrai nel disco e
vidi l'interno del veicolo. Notai che l'equipaggiamento ed i posti di guida
erano estremamente piccoli, costruiti per creature nane o per bambini.
Naturalmente, questi ultimi non avevano il permesso di entrare nella base. Feci
questa sciocca considerazione prima di capire effettivamente di cosa si
trattava. Stiamo parlando di cose strane e di una tecnologia...che non dovrebbe
esistere! Le ricerche da eseguire su velivolo erano state suddivise in modo
minuzioso. C'era un gruppo che si occupava esclusivamente dell'equipaggiamento
per la navigazione, un altro che si occupava della metallurgia ed un terzo che
lavorava sulla propulsione e sul sistema di spinta del veicolo. Era quello il
gruppo con il quale lavoravo. Così, in breve tempo, poiché quello era il
nostro unico compito, riuscii a tirare fuori un buon numero di informazioni sul
funzionamento del disco volante. Naturalmente, fu quasi impossibile verificare
il mio impiego laggiù. A Los Alamos hanno negato che io vi abbia mai lavorato,
così come fece Kirkmeyer, il sovrintendente degli impianti, il che è veramente
interessante. In seguito, sono riuscito a scovare un'agenda telefonica del
laboratorio con il mio nome sopra. Certo, c'erano dei colleghi che erano pronti
a testimoniare che io avevo lavorato a Los Alamos, ma l'amministrazione del
centro ha voluto mantenere tutto sotto silenzio, negando perfino che io abbia
mai vissuto in città, pur essendo conosciuto da molte persone, colleghi,
dirigenti e amici”. L’AREA
51 Il
25 luglio 1990 Lazar ha dichiarato a George Knapp, nel corso del programma
“UFO: the best evidence” in onda su “Klas” di Las Vegas: “Ho lavorato
a Los Alamos, nei laboratori federali, come fisico, ed ero stato assunto come
esperto di laboratorio per la base S-4, che è una base dell'US Navy. La
base si trova a circa 10/15 miglia a sud di Groom Lake e a circa 125 miglia a
nord di Las Vegas. Si trattava di un lavoro ad alto contenuto tecnico, qualcosa
che mi avrebbe interessato molto. Il primo giorno che sono arrivato alla base ho
avuto dei colloqui orientativi e mi è parso evidente che la tecnologia con cui
avremmo lavorato (propulsione gravitazionale, ecc...) era qualcosa che la
scienza convenzionale aveva appena iniziato a sfiorare. Quando ero alla base mi
avevano esortato a non dire niente; possono arrivare a tutto, fino alle minacce
di morte; il mio telefono è sotto controllo. Ho deciso di parlare perché
stavano per farmi sparire. Quando
tentai di avere copia del mio certificato di nascita,
venni a sapere che non esisteva più e che io non ero mai nato
all'ospedale in cui nacqui. Questo mi fece riflettere seriamente su quello che
stava succedendo. Così ho richiesto il curriculum dei lavori precedenti che
avevo svolto e ho scoperto che anche tutto quello era sparito. Quindi ho preso
la decisione di fare qualcosa prima che sparissi anch'io, come il mio passato.
Anche a Los Alamos risultava che non mi avevano mai assunto, e dopo che sono
apparso in televisione mi hanno fatto sapere che ‘mi sono vicini’. Sono
preoccupato per la mia vita, questo è il motivo per cui ho detto tutto ai
microfoni. È un modo per cautelarsi da eventuali sparizioni”. “Circa
la tecnologia che ho visto”, ha proseguito Lazar, “La prima esperienza fu
con il reattore antimateria, un piatto di 18 pollici di diametro con una sfera
sopra. All'interno della torre c'è una scaglia di un elemento denominato 115,
recuperato dall’UFO, e che è un elemento molto pesante. Per il resto la
macchina mi è sconosciuta. Il 115 nell'interno crea un campo gravitazionale ed
espelle delle onde gravitazionali, che sono poi amplificate nella parte bassa
dell'apparecchiatura. In generale, questa tecnologia ci è virtualmente
sconosciuta. Essenzialmente il lavoro era di progettazione inversa. Avere cioè
un prodotto finito da analizzare a rovescio per capire come fosse fatto. E se si
poteva riprodurre con materiali terrestri. Con un generatore di antimateria si
può trasformare la materia al 100% in energia, mentre la fissione nucleare ha
come rendimento solo 8 decimi dell'uno per cento della trasformazione della
materia in energia. Quando il 115 è all'interno la reazione comincia. Non ci
sono automatismi o altro. Apparentemente il 115 bombardato con protoni rilascia
particelle di antimateria che reagiscono con qualsiasi materia posta all'interno
del reattore. Questo genera all'interno del calore. E all'interno del sistema c'è
un generatore termoionico a rendimento 100% che trasforma il calore in energia
elettrica. Il reattore ha due funzioni: produce una fonte di energia elettrica
molto grande e, sulla sfera, produce le onde gravitazionali grazie all'impiego
del 115 il cui funzionamento è oggi sconosciuto. Le onde vengono poi incanalate
verso la parte bassa del generatore, dove ci sono tre amplificatori di gravità
che le aumentano. Così crea un campo gravitazionale tutto suo. Con esso si ha
la possibilità di fare qualsiasi cosa. La gravità distorce il tempo e lo
spazio. Così facendo si può avere un diverso modo di viaggiare. Così, invece
di viaggiare in maniera lineare da A a B, si distorce tempo e spazio e si porta
a sé la destinazione senza muoversi. Questo accade distorcendo il tempo. Si
tratta di una cosa lontanissima dai nostri concetti. Alla base del disco volante
custodito a Dreamland ci sono tre generatori di gravità. Quando si vuole
viaggiare verso un punto, il disco si mette di fianco ed i generatori producono
un raggio gravitazionale che viene puntato sulla destinazione. Aumentando la
potenza dei generatori, questi tirano
lo spazio verso quel punto. Nel momento stesso in cui si rilascia lo spazio
verso quel punto. E tutto questo avviene con la distorsione del tempo. Così il
tempo non aumenta e la velocità è teoricamente infinita. Gli scienziati che lo
usavano hanno creato un campo
gravitazionale molto forte, in cui dei piccoli dischi neri si sono formati come
conseguenza della deviazione della luce. Hanno fatto poi altri esperimenti,
hanno acceso una candela e l’hanno messa in un campo gravitazionale che
distorceva il tempo. La candela bruciava senza consumarsi. Ero stupito nel
vedere queste cose, ma adesso ci rido sopra perché, sembrerà ridicolo, quella
era veramente tecnologia aliena. Il 115 non era un elemento che potesse essere
prodotto sulla Terra; è impossibile sintetizzarlo, come sintetizziamo elementi
pesanti come il bismuto e il plutonio, che vengono messi in un acceleratore e
vengono bombardati con protoni, immettendo così' protoni nei loro atomi per
incrementarne il numero atomico. Per creare il 115 ci vorrebbe una quantità
infinita di potenza e tempo. Il 115 ha una grande capacità di produrre energia.
Non so di altre proprietà. Messo comunque nel generatore antimateria ha una
grande capacità di distruzione. Inimmaginabile, usato come arma. Un chilo di
quella materia ha il potenziale di 47 testate all'idrogeno di 10 megatoni. Un
chilo corrisponde, come dimensione, a due prugne... Da dove arrivi? Secondo me,
il 115 può trovarsi alla periferia di una supernova, o attorno ad un sistema
solare binario, dove c'era maggiore massa durante la formazione, dando così la
possibilità di formazione di elementi pesanti”. Lazar
ha anche ammesso di avere visto, nella base, documenti riferiti all’esistenza
di extraterrestri alti dai 3 ai 4 piedi, testa larga priva di capelli, occhi
neri inclinati, braccia lunghe, magri. Vi sarebbero state anche fotografie di
alieni e rapporti di autopsie. Se così è, il governo
ombra dispone di informazioni veramente sconcertanti. Per saperne di più,
l'ufologo e scienziato Jacques Vallée ha voluto incontrare Lazar. La sua
valutazione è stata: “Francamente, sono rimasto affascinato da Robert Lazar.
Non mi aspettavo la sua sincerità, la sua apparente dirittura ed il modo retto
di riflettere seriamente sulle domande prima di rispondere. Questa qualità non
è tipica della maggior parte degli adepti della New Age. Essi hanno molto
spesso tutte le risposte pronte, prima anche che le domande siano poste! Quando
parlano di fisica, gli ufologi americani utilizzano sovente dei termini
impropri, confondendo massa e peso, velocità e accelerazione. Molti di loro non
distinguono la galassia dal sistema solare, la velocità della luce da quella
del suono. Non era il caso di Lazar. Il suo vocabolario tecnico era preciso e
questo dettaglio rendeva la storia ancora più strana. Possedeva due diplomi di
fisica, mi ha detto, e aveva lavorato a Caltech. Era specializzato nella
costruzione di rivelatori di particelle alfa, che vendeva ancora al Laboratorio
Nazionale di Los Alamos. L'incontro ebbe luogo nei locali della EG&G, una
sezione del Ministero della Difesa. Cosa questa che non implica, sottolineò
Lazar, che questa impresa partecipi al progetto... Lazar dava prova di una
conoscenza della fisica atomica non facilmente accessibile per un profano...”. Lazar sosteneva anche che a Dreamland esistessero delle tecniche ipnotiche e delle sostanze in grado di cancellare determinati ricordi alle persone; questo dato, apparentemente incredibile (in quanto ufficialmente non esiste alcuna tecnica di lavaggio del cervello selettiva, capace cioè di cancellare solo una determinata porzione di ricordi), è stato storicamente confermato; nel 1982 un aereo jaguar inglese in avaria è atterrato a Dreamland, nonostante i divieti; il pilota, immediatamente catturato, è stato riconsegnato agli inglesi solo una settimana dopo; l’aspetto curioso è che della sua permanenza a Dreamland non ricordava assolutamente nulla; il ricordo selettivo di quei sette giorni gli era stato rimosso. Negli
anni '80 l'Area 51 è passata sotto la responsabilità dell'amministrazione
Reagan, una delle più guerrafondaie ed ossessionate dagli attacchi esterni,
fossero essi russi e perfino extraterrestri (sono rimaste storiche diverse sparate
del presidente Reagan in cui si diceva che tutte le differenze politiche
planetarie sarebbero state abbattute se fossimo stati invasi da una forza
aliena). Reagan, emblematica espressione del governo
ombra, ha lavorato moltissimo per la militarizzazione degli Stati Uniti: è
stato coinvolto nello scandalo della vendita delle armi a Paesi del Terzo Mondo,
ha dato un notevole impulso agli studi segreti sugli UFO e sul paranormale, ha
finanziato la creazione di uno scudo spaziale difensivo, sebbene, in politica
estera, si sia adoperato per la riduzione degli armamenti nucleari. Durante il
suo mandato si è anche scoperto che diversi esponenti delle Forze Armate
avevano aderito a sette sataniche. Il messaggio che filtrava da tutto ciò è
che la Sinarchia reaganiana, che stava vivendo il momento di maggiore crisi con
i russi ed i libici, stesse cercando in tutti i mondi di armarsi e fortificarsi
con ogni mezzo, contro tutto e contro tutti. Per
la creazione dello Scudo Stellare (SDI) Reagan coinvolse, nel giugno 1986,
quattro laboratori ai quali vennero forniti ingenti fondi. Non a caso i
laboratori erano quelli di Livermore, Lincoln del MIT, Los Alamos e Sandia,
centri nevralgici del Governo Invisibile CIA, addirittura spesso al centro di
avvistamenti UFO o di voci sulla presunta presenza di dischi recuperati e
custoditi in camere segrete. Al progetto Scudo Stellare hanno collaborato anche
sedici industrie americane; tra le più note, la
Lockheed, Boeing, McDonnell Douglas, General Electric, Rockwell. Maggiore
azionista (con l'8%) la General Motors, sospettata dai giornali di mantenere
legami segreti con la CIA, probabilmente in virtù del fatto che uno dei suoi
principali azionisti, Charles E. Wilson, ricoprì la carica di ministro per la
Difesa sotto Eisenhower. Con Clinton lo SDI, ufficialmente abbandonato all’epoca della pacificazione tra Reagan e Gorbachov, è tornato in funzione. I maligni dicono che esso servirebbe non tanto contro un attacco comunista o islamico, ma contro un’invasione extraterrestre nello stile del film “Indipendence Day”. É chiaro che la visione coloniale ed aggressiva del mondo statunitense (che ha invaso territori non suoi sterminando i precedenti abitatori) si riflette nella loro visione dell’universo. IL
DOMINIO DEL MONDO Tutte
le tecniche, le armi e le sezioni segrete del governo
ombra (siano esse di studio sugli UFO o di utilizzo di sette sataniche o di
psicospie) sono finalizzate al controllo del pianeta. E di ciò esistono delle prove schiaccianti. Si trovano nel libro “CIA, culto e mistica del servizio segreto” di Victor Marchetti, già braccio destro (assistente esecutivo) del vicedirettore della CIA., che scrive: “Nel 1971 a Cambridge, Massachussetts, nel quadro di una manifestazione contro la guerra, un gruppo di studenti radicali occupò l’edificio che ospita il Centro per gli Affari Internazionali dell’Università di Harvard. Tra i documenti su cui misero le mani c’erano i verbali riservati della riunione dell'8 gennaio 1968 alla Pratt House. Questi verbali non erano però integrali: il professor William Harris, estensore e relatore della riunione ammise in privato, un anno dopo, che una parte dei verbali era stata parzialmente ritoccata per eliminare del materiale particolarmente scottante. Ma anche nella stesura riveduta e corretta il documento trafugato resta pur sempre la descrizione più esauriente della strategia e delle tattiche della CIA nel campo delle operazioni camuffate, di cui il mondo esterno sia mai venuto a conoscenza. Eppure, salvo qualche articolo apparso sui giornali nel 1971, il Documento Bissell è passato quasi completamente inosservato alla stampa americana. Nella sua relazione davanti al CFR. Richard Bissell, capo dei servizi clandestini della CIA, elencò otto tipi di attività
camuffata; sono gli otto modi diversi con cui la CIA interferisce negli affari
interni di altri Paesi: ‘consulenza politica; sussidi a persone singole;
sovvenzioni ed assistenza tecnica a
partiti politici; sovvenzioni ad organizzazioni private, compresi sindacati,
aziende, cooperative; propaganda camuffata; addestramento privato
di singole persone e scambi cosiddetti culturali;
operazioni economiche; operazioni paramilitari o politiche per rovesciare o
sostenere un regime (come i piani per la Baia dei Porci e per il Laos). Queste
operazioni possono essere classificate in vari modi: secondo il grado ed il tipo
di segretezza richiesto dalla maggiore o minore legalità, e, se vogliamo, a
seconda che abbiano carattere favorevole o ostile’”. “Bissell”, proseguiva Marchetti, “era stato inoltre tra i primi a dare impulso alla costruzione di satelliti spaziali con obiettivi di spionaggio; la CIA ebbe inoltre un peso predominante nella elaborazione dei programmi di esplorazione spaziale negli anni a cavallo del 1960 e anche dopo che l’Aviazione ha assunto il controllo di quasi tutti gli aspetti operativi dei programmi riguardanti la messa in orbita di nuovi satelliti, la CIA mantiene una posizione preminente nel settore ricerca e sviluppo...”.
Fonte: Libro "il Governo Ombra" di Alfredo Lissoni . Edizioni Segno |
![]()
|
|
|