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Lettera aperta agli italiani

Per un movimento di elettori consapevoli



di Movimento di elettori consapevoli


“L’Italia è il paese che amo”,  “prima di tutto viene l’italia”, “orgoglio italiano” ;sono alcune tra le parole d’ordine che sono provenute  dal mondo politico  della destra ,della sinistra, del centro ,in tutti questi anni;

ma sono tutte parole  false , pura ipocrisia.

Schermo nobile, l’amore  per il paese,  per  nascondere,  corposi  interessi , ambizioni personali ,logiche di parte: la discesa in campo di Berlusconi ieri ,  la semi-discesa in campo di Montezemolo oggi ,   sono esempi  di ingressi in politica fondati  su interessi personal/aziendali  da difendere, ammantati di tricolore, così come  il mantenimento in vita  di un apparato di partito senza identità , proprietà di un gruppo di  oligarchi,  come il PD, è l’ esempio di una somma di ambizioni personali,  dipinte con i colori dell’ amor di patria.

Gli italiani sono un popolo pieno di difetti; sono furbi, con poco senso senso delle stato,abituati a darsi -da soli- un’idea accettabile di legalità , 50 milioni di commissari tecnici.

Ma gli italiani sono anche capaci di incredibile generosità ed altruismo, e sono –soprattutto- leaders mondiali nello stile, nella creatività, nella capacità di costruire il bello, nella produzione di cibo di qualità;

un paese che ha un popolo così eccezionalmente capace di lavoro, che possiede la metà del patrimonio culturale dell’ intera umanità,  che ha Roma,Firenze ,Napoli e Venezia, come può  essersi ridotto  così  ?

Deve  essere stato  guidato davvero  male  ,deve avere avuto cioè una classe dirigente,assolutamente non all’ altezza  del compito!

Così è , infatti, ma perchè?

Le origini politiche di questo “difetto di buona leadership”  derivano da lontano,“dal nostro passato”; 

per comodità di analisi , la nostra partenza è il 1948, ma siamo consapevoli che le radici dell’errore del ‘48, affondano a loro volta nel ventennio fascista, nella guerra, nella resistenza.

L’errore basico di cui parliamo, sta nella configurazione del quadro politico italiano che emerge dalle elezioni politiche del 1948, a seguito della scelta del partito socialista italiano di fare fronte comune con il PCI, in opposizione alla Democrazia Cristiana, dopo la fine del governo del CNL

Una parte minoritaria dei socialisti, guidata da GIUSEPPE SARAGAT, capisce l’errore e si schiera con le forze democratiche, ma la maggioranza del PSI sceglie il “FRONTE COMUNE ”.

La configurazione cha assume il quadro politico italiano -a seguito delle elezioni del 1948 – è diversa da tutte le altre nazioni europee; si crea un’alternativa “monca” tra DC e PCI,un’ alternanza impossibile nel teatro  internazionale della guerra fredda.

Tutta l’evoluzione politica successiva,  fino ai giorni nostri, tutta la decadenza del sistema politico italiano,  il malcostume, la mancanza di ricambio, la ristrettezza e l’ opacità della classe dirigente economica, nascono da lì;

la  virtuosa alternanza tra  democristiani e socialisti, che ha caratterizzato la storia del dopoguerra in tutte le grandi nazioni europee assicurando stabilità ,governabilità,  ma anche ricambio continuo di classe dirigente , all’Italia è mancata.

 Un partito , la DC, costretta a farsi Stato perchè , la mancanza di un’ altra possibile maggioranza , la “ costringe” a governare sempre;

un partito -il PCI-  incapace di proporsi come credibile forza di governo, ma capacissimo di interpretare il ruolo di opposizione politica e sociale  ,ruolo riconosciuto  degli elettori che gli danno  la forza e la leadership sulla intera sinistra  ;

c’ è assai poco di romantico in questo quadro, perchè questo blocco della democrazia,  che magistralmente il giornalista Alberto Ronchey  definì come FATTORE”K” - è stato un tremendo ingorgo;

è evidente che, se la stessa classe dirigente governa per 40 anni , essa, pur partendo con le migliori intenzioni ed avendo una solida cultura di governo come la DC, alla fine  si deteriora, si decompone,  ma,  nello stesso tempo, costruisce un formidabile reticolo di interessi, intrecci tra potere politico, banche,soldi, affari, Vaticano,aziende pubbliche,apparati dello stato e criminalità organizzata nei territori dove essa domina;

 parafrasando Giulio Andreotti –vera anima del potere democristiano - , il potere non logora solo chi non ce l’ha- come egli  sosteneva- , ma il potere logora anche chi ce l’ha,per troppo tempo

Se qualcuno obiettasse che questa lettura della situazione politica italiana è datata, dovrebbe riflettere su quale parola d’ordine ha fatto vincere a Berlusconi le elezioni del 1994 (46 anni dopo il 1948) e su quale sia ancora oggi il suo grido di battaglia quando vuole mobilitare –riuscendovi- le viscere dell’elettorato moderato; questo grido è ,ora e sempre: NO AI COMUNISTI

 

Ma  il guaio per l’italia è stato che, non solo c’è stato un blocco ideologico nella prima repubblica dal 1948 al 1994 , ma anche che la seconda repubblica ,con la fine della guerra fredda e la fine del PCI , è stata una grande occasione mancata;

 la mancata evoluzione socialdemocratica del post comunismo italiano, che sembrava inevitabile perchè “dettata dalla storia” non c’è stata,  e  la sinistra ,quando finalmente è stata in grado di governare,  si è portata dietro  ,come un macigno, questa mancanza di progetto positivo riformista, ben delimitato a sinistra; è stata vittima delle sue contraddizioni e si è rifugiata in un anti berlusconismo non progettuale,ma  culturale,morale,giudiziario, restandone -peraltro -vittima.

La situazione del paese è drammatica,oltre ogni limite,  Papa Francesco che la divina provvidenza ha inviato al mondo e all’Italia,  lo ha detto in questi giorni con la semplicità e con la chiarezza che la classe politica non riesce mai ad avere; solo la figura del presidente Napolitano ha avuto parole e posizioni chiare come quelle del papa,  richiamando tutti al senso di responsabilità;

le  macerie economiche , morali e sociali sulle quali l’italia sta galleggiando, disegnano un quadro molto simile a quello del dopoguerra;

certo non c’è la  distruzione materiale  di allora, ma c’è molta più distruzione di senso morale, di coesione sociale ,  di fede nel futuro

quante persone dovranno ancora togliersi la vita e precipitare nella disperazione, perchè la politica si guardi allo specchio,metta da parte ogni interesse  di fazione,   e faccia uno scatto,  dettato questa volta si, veramente,  da amore per la patria e per gli italiani?

Se la situazione è quella da noi indicata,  la rotta  giusta si trova chiedendosi  cosa è necessario fare per salvare il paese, per fare scelte di grande politica , per  consentire  un nuovo miracolo economico  italiano di cui ci sono le potenzialità,  (se la classe dirigente lo guida) , per tornare ad essere l’Italia fondatrice dell’Europa ??

Quello che serve è mettere insieme le migliori energie del paese,  puntando sulla voglia di fare  degli imprenditori , dei giovani, delle tante meravigliose professionalità di cui l’italia è piena; e per costruire le condizioni  istituzionali  di una  successiva alternanza virtuosa tra forze politiche contrapposte

Ma  ora non è il tempo dell’alternanza , ora è il tempo della coesione;

Dal 1945 fino al 1947 c’è già stato in Italia  un governo di unità nazionale, di vera unità nazionale, con dentro i leaders dei partiti usciti dalla guerra di liberazione  e violentemente contrapposti tra loro; in quel governo ci sono insieme DE GASPERI e TOGLIATTI, portatori di due idee di società antitetiche, e schierati in modo opposto sul proscenio internazionale; eppure, di fronte all’Italia distrutta  dalla guerra, per un tratto breve e delimitato, si collabora; si decide di accantonare quello che divide e puntare su quello che unisce, governando insieme la ricostruzione e decidendo lealmente insieme le regole sulle quali -successivamente -ci si tornerà a contrapporre sul terreno  della politica.

Citiamo il precedente del governo De Gasperi - Togliatti  perchè siamo coscienti che il nostro appello alla costruzione di un vero governo di salvezza nazionale potrebbe essere derubricato a  nobile” VOLO PINDARICO” che non fa  i conti con la durezza dello scontro politico;

allora  scendiamo  sul terreno contingente  e ascoltiamo  una delle principali  obiezioni che si possono muovere : come si fa ad allearsi in una prospettiva di ricostruzione morale  ed istituzionale del paese con un uomo come Berlusconi , sottoposto a tanti processi penali? 

La nostra risposta è : ci si riesce , usando il metro dell’interesse superiore della Nazione , chiedendosi cosa serve veramente al paese ; Silvio Berlusconi è più utile alla patria come condannato, da esibire come trofeo di legalità,  in un contesto economicamente devastato , oppure  come risorsa , che può mettere al servizio del paese  il  grande consenso politico  di cui gode, ed il suo  immenso potere mediatico?

La sinistra dovrebbe forse considerare come e perchè Silvio  Berlusconi ,20 anni dopo , sia ancora lì, politicamente più forte che mai, e farsi un bell’esamino di coscienza, prima di cercare per via giudiziaria la vittoria che non è stata capace di costruire sul terreno politico.

E comunque non è questo il problema  principale  degli italiani oggi ; la priorità è : ricostruire l’italia,dare un futuro ai giovani, crare un Paese più giusto e solidale.

Questo  è la rotta.;  non servono marinai particolarmente coraggiosi , servono comandanti che credano davvero in quello che dicono ed hanno detto: “l’italia è il paese che amo”” prima di tutto viene l’italia” “orgoglio italiano”.-

Questi appelli più volte sono stati rivolti ,ma non hanno prodotto la svolta FORTE di cui c’è necessità, ma solo una parvenza di governo di larghe intese , concepito al ribasso e mal digerito; un governo così, come il governo LETTA-ALFANO,  non serve  allo scopo;

all’italia serve una vera stagione costituente, una vera fase di governo di salvezza nazionale come nel biennio 1945-1947, con quell’altezza di propositi , con quella lealtà e con quella delimitazione del tempo di durata dell’accordo; con i soggetti politici che ci sono ; non c’è tempo per creare soggetti nuovi , nè è questo il problema, perchè le logiche del potere sono capaci di assorbire    tutti ,compresi  coloro che pretendono di fare la rivoluzione comodamente seduti in parlamento ; ciò non significa però ignorare che i temi posti dal Movimento 5 Stelle: temi di sobrietà della politica, di esempio che deve venire dall’alto,non siano giusti; sono più che giusti, sono l’indispensabile  punto di partenza della riscossa morale della nazione, la prima cosa da fare.

purtroppo la classe dirigente dei partiti non sembra in grado di superare la contrapposizione e fare, da sola, il salto.

Quello che serve  dunque è un movimento di elettori dei partiti esistenti, che li solleciti a fare le scelte giuste che il popolo si aspetta, che l’Italia reclama; un movimento trasversale di elettori che vogliono rimanere elettori, ciascuno del proprio partito, ma che fanno sentire ALTA la loro voce.

Per una volta, guardando davvero al bene comune.

***


 
Fonte: Movimento di elettori consapevoli