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dalla redazione ECplanet
Il
nome completo è “Multistate Anti-Terorrism Information eXchange”,
meglio conosciuto come MATRIX. Nato all'indomani degli attentati
terroristici del 2001, l'obiettivo del progetto era di creare un
database nazionale dei pregiudicati che aiutasse le forze dell'ordine a
coordinare eventuali azioni antiterroristiche. Tra gli ambiziosi
obiettivi di Matrix, persino la possibilità di stilare profili ed
analisi per individuare potenziali soggetti sovversivi.
Dopo aver speso 12 milioni di dollari per finanziare Matrix, il
Dipartimento della Homeland Security di Washington getta la spugna e
lascia ai singoli stati la decisione di aderire o meno alla rete contro
il terrore. Uno degli aspetti più controversi di Matrix, secondo
numerosi sostenitori della privacy, è l'integrazione nel database di
dati provenienti sia da archivi pubblici che commerciali. Il progetto
rimarrà comunque in piedi grazie al forte supporto della Florida di Jeb
Bush. Sparito il sostegno federale, saranno gli esperti della LexisNexis
a dover continuare e perfezionare Matrix, rendendola un servizio a
pagamento.
Agli occhi degli inquirenti interessati, Matrix apparirà sotto la forma
del “Factual Analysis Criminal Threat Solution”, un
software-interfaccia dall'aspetto del tutto simile ad un qualsiasi
motore di ricerca. Con FACT è possibile scavare in un gigantesco
archivio fatto di targhe automobilistiche, curriculum, dati anagrafici e
qualsiasi altra “traccia” che possa servire alle indagini. Secondo
dati ufficiali, durante la fase sperimentale, Matrix sarebbe stata
utilizzata oltre un miliardo di singole volte.
Tuttavia, si è rivelata un mezzo flop. Questo potrebbe giustificare la
sospensione dei finanziamenti federali. “Reti per lo scambio di dati
tra forze dell'ordine esistono già da tempo”, sostiene l'analista
Jeff Vining, esperto di sicurezza nazionale. “Ne esistono numerose
varianti a livello regionale e statale. Questo rende Matrix obsoleta”.
Non soltanto: cosa potrebbe accadere se dei malintenzionati riuscissero
a penetrare nel database, utilizzandone i dati, altamente sensibili, per
scopi non ortodossi ? Proprio LexisNexis, attuale responsabile della
continuazione di Matrix, è stata al centro di un recente scandalo di
portata internazionale. Oltre 100mila profili di utenti sarebbero stati
trafugati dai loro server. Questa notizia è stata divulgata dal
periodico “Punto Informatico”.
Fonte: http://www.ecplanet.com/canale/varie-5/globalizzazione-73/1/0/17990/it/ecplanet.rxdf
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