Le rivoluzioni nella CSI: passi verso il mondo unipolare
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MOSCA,
13 aprile (RIA Novosti) - In un'intervista con "Izvestja",
Aleksandr Dugin, il capo del Movimento Eurasiatista Internazionale e
direttore del Centro di Studi Geopolitici, ha definito gli eventi in
Kyrgyzstan, che hanno seguito in tempi relativamente brevi quelli
analoghi in Moldova, Ucraina e Georgia, come parte d'una nuova stagione
nella creazione di un mondo unipolare. Dopo
il collasso dell'Unione Sovietica, le ex repubbliche sovietiche furono
considerate, per tacito accordo tra l'Occidente e la Russia, come
territorio canonico di quest'ultima. La prima sgradita sorpresa giunse
18 mesi fa in Georgia, la quale rappresentò il primo segnale che gli
USA stavano ritirandosi dall'accordo. Dugin sostiene che la battaglia
per l'Ucraina è seguita a poca distanza, provando che i processi "arancioni"
costituiscono un modulo geopolitico sistematico. Ciò ha incoraggiato il
Presidente moldavo Vladimir Voronin, timoroso d'essere rovesciato, ha
inscenato la propria "evoluzione arancione" dichiarandosi
contrario alla Russia e sostenitore degli USA. Tutto
era comprensibile finché sortiva nel GUUAM, un'unione tra Georgia,
Ucraina, Uzbekistan, Azerbaijan e Moldova costituita per
controbilanciare la Russia. Ma gli eventi in Kyrgyzstan significano il
fallimento della CSI e della CEEurAs (Russia, Bielorussia, Kazakstan,
Kyrgyzstan e Tajikistan). L'ex presidente Askar Akaév ha accusato
apertamente l'ambasciatore statunitense d'aver orchestrato gli eventi in
Kyrgyzstan. Gli USA stanno tentando d'assumere il controllo delle ex
repubbliche sovietiche, dal momento che chi controlla l'Eurasia
controlla il mondo intero. Il
Cremlino sta affrontando un problema enorme, che non può essere risolto
da una classa dirigente dominata da forze filoccidentali. La Russia
potrebbe presto avere a che fare colla sua rivoluzione ideologica e
politica personale, e una profonda purga dei gruppi politici dirigenti
si rende necessaria per prevenirla. Sfortunatamente, il Cremlino non ha
la volontà o il personale per realizzarla. Le
autorità russe si trovano in un vicolo cieco concettuale; esse non
possono stare in bilico tra patriottismo e atlantismo, e non possono
affidarsi al solo patriottismo. Nessun confine può fermare gli USA,
come si può vedere da quanto avvenuto in Afghanistan, Iraq, Ucraina,
Georgia e Kyrgyzstan. Essi hanno bisogno d'un mondo unipolare per
rimodellare l'area strategica dell'Eurasia secondo i propri interessi.
L'area postsovietica ha cessato di esistere, e la Russia stessa potrebbe
cessare d'essere territorio canonico del potere russo. Il
prossimo passo potrebbe avvenire nel Caucaso settentrionale e nella
regione del Volga, dove saranno utilizzati gli stessi metodi "arancioni".
Ciò priverà la Russia del diritto alla sovranità geopolitica. Traduzione di Daniele Scalea
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