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Il nuovo ordine mondiale

dalla redazione ECplanet

I piani globali strategici e geopolitici stanno mutando. L'Unione Europea ha deciso di allearsi con la Cina, in barba agli americani, mentre la Gran Bretagna, da una parte si vanta della sua relazione privilegiata con gli Stati Uniti, dall'altra strizza l'occhio ai colleghi europei. Il nuovo ordine mondiale si va delineando...

Il Segretario degli Esteri britannico Jack Straw si è presentato a Beijing per dire ai suoi ospiti cinesi che la lunga e dura opposizione britannica alla rimozione dell'embargo europeo nei confronti della Cina (per la vendita di armi) è ormai finita. Il Primo Ministro britannico Tony Blair ha spiegato personalmente al Presidente George Bush che la Gran Bretagna non si opporrà più alla stragrande maggioranza dell'Unione Europea, e che l'embargo imposto dopo il massacro di Tiananmen Square, del 1989, sarà presto solo un ricordo.

Al suo posto, subentrerà un codice di condotta dell'UE che restringerà la vendita di armi, per evitare il possibile acuirsi delle tensioni con Taiwan o un cambiamento degli equilibri di potere in Asia. Gli Stati Uniti hanno interessi leggittimi e comprensibili sia nell'efficacia del sistema di controllo dell'UE che nella stabilità regionale di quell'area, ha detto Straw. Si prevedono dunque intense discussioni con gli americani.

Bush ha detto che questo accordo sarà decisivo per le future relazioni EU-USA, riferendosi alle cooperazioni tecnologiche militari, soprattutto a quelle che coinvolgono la Gran Bretagna, dato che la BAE (British Aerospace) e la Rolls-Royce sono le più grandi fornitrici straniere del Pentagono, tanto da poter essere considerate virtualmente delle compagnie americane.

Ma le grandi manovre in corso non coinvolgono solo America, Gran Bretagna e Unione Europea. Jack Straw, dopo aver parlato a Beijing, è volato a Tokyo per parlare della questione con il governo giapponese, che nel frattempo si sta preparando a difendere le isole del sud Kyushu e Okinawa da una possibile invasione cinese, secondo notizie pubblicate da Kyodo News.

Recenti incursioni di sottomarini nucleari cinesi nelle acque giapponesi (alcune delle quali dichiarate dalla Cina), oltre a piani giapponesi per pozzi petroliferi, sembrano puntare a tensioni regionali che vanno oltre la disputa di Taiwan e vedono emergere sempre più la Cina come nuovo superpotere asiatico. La questione è molto delicata. Poiché, a fronte di questo superpotere cinese, vi è una forte maggioranza in Europa, guidata da Francia e Germania, determinata ad abolire l'embargo.

Anche se Olandesi, Svedesi e Danesi si sono mostrati alquanto perplessi, dato che tutti gli studenti pro-democrazia arrestati a Tiananmen Square si trovano ancora in prigione (almeno quelli che non sono stati fucilati, ndr). Ma queste posizioni potrebbero sparire sotto la pressione degli esportatori che non vogliono più restrizioni al loro accesso ai mercati cinesi, in grande crescita.

Siamo alle solite. Gli affari prima di tutto, chi se ne frega dei principi democratici. D'altronde, l'UE deve guardare al suo futuro. Le ultime statistiche hanno mostrato chiaramente come l'UE sia il più grande partner commerciale della Cina, assai più di Stati Uniti e Giappone. Il recente viaggio del presidente Ciampi in Cina, a suggellare patti con il regime di Pechino, va inquadrato in quest'ottica.

Chissà perché Berlusconi non ha gridato al “pericolo rosso” ?

Un altro motivo è che l'UE conosce il doppio gioco degli americani, che da una parte sono d'accordo a riarmare Taiwan, dall'altra finanziano la Cina, tollerando un debito superiore ai 100 miliardi di dollari l'anno. Vale a dire che, se la Cina è oggi una superpotenza economica, lo deve soprattutto agli investimenti e alle politiche commerciali americane.

Ma se questo embargo è veramente così restrittivo, come ha fatto la Cina ad acquisire motori americani per i suoi jet da combattimento J-8? Che poi ha venduto a Myanmar e Pakistan, due paesi che, guarda caso, sono stati sanzionati dagli Stati Uniti proprio con un embargo sulle armi.

Inoltre, agli europei non piace la fuoriuscita di tecnologia satellitare dalle compagnie hi-tech americane verso la Cina. Dunque, anche se questo codice di condotta europeo dovesse significare veramente qualcosa, i cinesi saranno più che attivi nel mercato per ogni grande piattaforma riguardante armi, con l'eccezione dei “super-tranquilli” sottomarini francesi o tedeschi. Attualmente, la Cina già acquista caccia-bombardieri Su-30, sottomarini classe Kilo e cacciatorpedinieri classe Sovremenny dalla Russia. E, inoltre, sta costruendo la sua propria tecnologia AWACS (sistemi anti-intrusione) e missili cruise.

“Se l'embargo alla Cina sarà effettivamente abolito, questo eserciterà pressioni sulla Russia, che ha già restrizioni sulla vendita delle sue armi e sul trasferimento di tecnologia alla Cina”, fa notare Arthur Ding, un esperto militare dell' Institute of International Relations di Taiwan. Cioè, se l'UE abolirà l'embargo alla Cina, spingerà la Russia ad abolire le sue restrizioni.

Quello che i cinesi vogliono dagli europei sono soprattutto i sistemi hi-tech come radars e sonars, avionica, missilistica, sistemi di controllo. Sono questi i prodotti che attualmente rendono la potenza militare americana tecnologicamente superiore a quella cinese (anche se la Cina ha già speso 280 milioni di dollari per acquistare questo tipo di tecnologie dall'Europa negli ultimi dieci anni, in particolare da Francia, Gran Bretagna e Germania).

Sono tutti segnali che l'era dello strapotere americano sta per concludersi e che nuovi superpoteri come quello cinese, seguito da quello indiano, stanno emergendo. La Cina si appresta a diventare la potenza suprema dell'Est asiatico, mentre l'UE regnerà in Europa e l'India dominerà l'Oceano Indiano. Questo potrebbe essere uno dei probabili scenari prossimi venturi, sempre che non si scatenino grossi conflitti, causa la scarsità delle materie prime energetiche, come petrolio o gas, in Medio Oriente e/o sul Golfo Persico, oppure non esplodino le tensioni di alleati come Taiwan O Israele. Questo articolo è stato pubblicato dal periodico Terra Daily (United Press International).

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Fonte: http://www.ecplanet.com/canale/varie-5/globalizzazione-73/1/0/17500/it/ecplanet.rxdf