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Piramidi dentro piramidi


Ultimo libro di David Icke


di David Icke


Capire questa struttura piramidale è essenziale per capire come, su scala globale, pochi riescano a minipolare tanti. La struttura a piramide delle società segrete si riflette nei governi, nelle banche, nelle aziende e in ogni altra organizzazione e istituzione. E’ qualcosa di simile a quelle bambole russe che s’infilano una dentro l’altra, finché la bambola più grande le contiene tutte. Gli Illuminati sostituiscono le “bambole” con le piramidi. Oggi ogni organizzazione presente una struttura piramidale. Solo i pochi che stanno al vertice sono veramente al corrente dei piani e dei fini ultimi di quell’organizzazione. Più si scende verso la base della piramide, più aumenta il numero delle persone che, pur lavorando per l’organizzazione, ne ignora i suoi veri scopi. Costoro sono solo al corrente del lavoro che svolgono quotidianamente. Non sanno come il loro contributo (che, di per sé, appare innocuo) vada a sommarsi a quello di altri dipendenti in altri settori della società. Non hanno accesso alle informazioni riservate e sanno solo ciò che devono sapere per svolgere il proprio lavoro. Le uniche persone che hanno una visione d’insieme sono quei pochi che siedono ai vertici – le famiglie della stirpe e i loro lacchè. Le piramidi più piccole, come la filiale di una banca, s’inseriscono in quelle più grandi, finché, alla fine, la piramide più grande le comprende tutte. La stessa cosa vale per le multinazionali, i partiti politici, le società segrete, gli imperi mediatici e le forze armate. Se salite a livelli alti, tutte le multinazionali (come il cartello petrolifero), i partiti politici, le società segrete, gli imperi mediatici e le forze armate (attraverso la NATO, per esempio) sono controllati da quelle stesse famiglie che risiedono al vertice della piramide più grande. Alla fin fine c’è sempre una piramide più grande che contiene tutte le altre, una “bambola” più grande, se volete. Al vertice di essa troverete la crema degli Illuminati, le più “pure” tra le loro stirpi. Così facendo, attraverso settori della società apparentemente lontani tra loro e a volte persino “in conflitto”, essi possono orchestrare la stessa politica perché tutte le strade alla fine conducono a loro. E quando dico “tutte le strade” mi riferisco al cibo che mangiamo; all’acqua che beviamo; alle “cure mediche” che ci vengono somministrate, vaccini compresi; alle “notizie” che leggiamo e vediamo; alle forme di “intrattenimento” che ci vengono offerte; ai governi che ci comandano; agli eserciti che impongono la volontà di quei governi; e a quella spietata organizzazione di narcotrafficanti che mira a distruggere le giovani generazioni. Quelle stesse famiglie e i loro portaborse controllano tutte queste aree della società e molte di più. Attraverso questa struttura piramidale esse hanno imposto la centralizzazione in ogni settore della vita: governo, finanza, affari, mezzi di comunicazione e forze armate. Non si è trattato di un caso o di un fenomeno naturale, ma di un piano calcolato a mente fredda. Nel luglio 2001 un illustre giornalista australiano di nome John Pilger realizzò per la British Independent Television un raro e eccellente reportage sulla globalizzazione, dal quale emerse che solo 200 società coprono oggi un quarto dell’attività economica mondiale. Ma c’è un altro aspetto di questa questione che dobbiamo capire fin da ora. Questo sistema piramidale implica che quelle “200” società siano, in realtà, un’unica società controllata dalla stessa potenza. La globalizzazione, di cui io e altri “teorici della cospirazione” abbiamo parlato molto tempo prima che diventasse di moda, è soltanto un altro nome con cui designare lo stato fascista globale e centralizzato degli Illuminati che io vado denunciando sin dai primi anni Novanta. “Globalizzazione” non allude solo a un gruppo di avide società che cercano di massimizzare i loro profitti, ma a qualcosa di molto più vasto.

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Fonte: dal capitolo 1: "Alice nel paese delle meraviglie e il disastro delle torri gemelle", di David Icke


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