HOME

ARTICOLI

LIBRERIA

FORUM

CONTATTI

NOTE

Adam Weishaupt



 

Adam Weishaupt, nato a Ingolstadt il 6 febbraio del 1748 è l’uomo di punta degli illuminati e il cervello ideatore dell’Ordine, che egli aveva fondato nel 1776, a soli 28 anni.

L'associazione di cui sto parlando è l'ordine di Illuminati, fondato in 1775 (sic) dal Dott. Adam Weishaupt, professore di legge di Canon nell'università di Ingolstadt ed abolito in 1786 dall'elettore della Baviera, ma fatto rivivere subito dopo di, nell'ambito di un altro nome ed in una forma differente, dappertutto la Germania. È stata rilevata di nuovo ed apparentemente è stata rotta in su; ma nel frattempo aveva messo radici così profonde che ancora sussiste senza essere rilevata e si è sparsa in tutti i paesi di Europa (Robinson)

Weishaupt aveva seguito l’insegnamento del barone Johann Adam Ickstatt che lo aveva indirizzato al collegio dei gesuiti: la stessa scuola di De Bassus e quella che più tardi anche Mayr frequenterà .

Ickstatt divenne dal 1742 curatore dell’Università di Ingolstadt incarico che tenne sino al 1765, quando andò in pensione e Weishaupt ebbe accesso ai suoi libri privati, interessandosi anche di opere filosofiche francesi, soprattutto di Voltaire (1694-1778). Quest’ultimo dimostrava vedute radicali, che esponeva in una lettera a Federico II: "Finalmente, quando il corpo della Chiesa sarà sufficientemente indebolito e l’infedeltà abbastanza forte, il colpo decisivo sarà scagliato con la spada di una persecuzione completa e senza fine. Un regno di terrore dominerà la Terra e continuerà , sino a che un cristiano sia così ostinato da aderire alla Cristianità ".

Il proposito di distruggere i gesuiti e la Chiesa Weishaupt può averlo tratto da Voltaire e dagli Enciclopedisti. Si laureò intanto all’Università di Ingolstadt nel 1768. Ebbe l’incarico di tutore per quattro anni, finché non fu promosso assistente.

I fini, secondo Weishaupt, vanno perseguiti con qualsiasi mezzo e nel segreto: "A ogni iniziato è detto di condurre l’amico. Ciò è fatto per formare una legione, che meglio della Tebea è chiamata Santa e invincibile". Weishaupt risvegliava negli adepti il desiderio di uguaglianza e libertà , rendendoli indifferenti verso i governi. Guidava gli uomini di diverse nazioni e religioni a un vincolo comune, sottraendo alla Chiesa e allo Stato le menti più brillanti. Con ciò minava alle fondamenta gli Stati.

Idee ancora moderate perché, per le classi estreme dei Maghi e degli Uomini re, tutto è materia: "Quanti pregiudizi non abbiamo trovato da distruggere in voi prima di riuscire a persuadervi, che questa pretesa religione di Cristo altro non era, che l’opera dei preti, dell’impostura e della tirannia? Se tale è questo Vangelo tanto proclamato ed ammirato, cosa dobbiamo pensare di tutte le altre religioni? Sappiate dunque che esse hanno tutte per origine le stesse finzioni, e sono fondate sulla menzogna, l’errore e l’impostura".

"Dio, il mondo non sono che una stessa cosa; tutte le religioni sono inconsistenti, chimeriche e invenzioni di uomini ambiziosi".

Nell’istruzione per il grado di reggente Weishaupt impone agli illuminati "di occultarsi sotto il nome di un’altra società ". Le logge inferiori della Massoneria, recita il codice, sono intanto "il velo più conveniente al nostro grande oggetto, perché il mondo è già abituato a non aspettarsi nulla di grande e che meriti attenzione dai massoni".

"It took its first rise among the Free Masons but is totally different from Free Masons. It was not, however, the mere protection gained by the secrecy of the Lodges that gave occasion to it, but it arose naturally from the corruptions that had gradually crept into that fraternity, the violence of the party-spirit which pervaded it, and from the total uncertainty and darkness that hangs over the whole of that mysterious Association" (Robison).

Perché gli illuminati avrebbero scelto una Società segreta massonica, già organizzata?
"Perché sarebbe follia – risponde Bode, loro campione della Germania settentrionale - giocare a carte scoperte, quando l’avversario nasconde il proprio gioco".

***


 

Fonte: www.italianopera.org